DA ARZIGNANO, IL CAMBIAMENTO. IN NOME DI TITTA

 

ECOFESTA  2026  

"PUNTO DI PARTENZA  DEL CAMBIAMENTO NON SOLO POSSIBILE MA GIA' IN ATTO" 

 

Archivio CiLLSA - foto di Michele V.
 Gli amici di Titta, attivisti No Pfas, presenti all'inaugurazione de Il Giardino dell'Acqua Chiara 
Sede Acque del Chiampo  22/04/2026 

 

L'importanza dell'Ecofesta, ideata anni fa da Giovanni Titta Fazio e Donata Albiero, trascende i confini dello stesso territorio in cui è nata, Arzignano, la «Capitale della pelle». Chi di noi è cresciuto e ha vissuto tra le Valli del Chiampo e dell'Agno sa quanto forte è stato l'impatto dell'industria manifatturiera, trasformativa, soprattutto chimica. Un impatto non solo economico, ma decisamente ambientale: l'altra faccia della medaglia del carico sociale che tale industria porta con sé.

 Il carico tossico dell'aspetto ambientale sta mettendo a rischio la stessa economia, oltre che la vivibilità concreta dei territori, perché i costi in fatto di salute e di gestione degli scarti di questa specifica industria trasformativa - quella legata al tessile, alla concia, alla chimica industriale - hanno raggiunto il loro limite fisiologico, territoriale, causando scompensi e patologie diffuse contro le quali non possiamo più chiudere gli occhi, il naso, la bocca, il cervello.

 Viviamo in una delle zone più belle e rigogliose d'Italia, circondati da montagne e colline che lasciano senza fiato per bellezza, diversità, complessità. Scendendo dalle contrade di Crespadoro, Campodalbero, dai Mistrorighi di Chiampo o dagli scoscesi di Altissimo e Nogarole, circondati da contrade e da torrenti, da forre e da declivi che convogliano preziose acque a valle, piange il cuore quando si scopre che quelle stesse acque del futuro torrente Chiampo - l'Acqua ciara del Maestro Bepi De Marzi - o del parallelo fiume Agno-Guà, sono non solo la nostra ricchezza, la ragione remota delle manifatture pesanti, ma pure le protagoniste di una delle più grandi contaminazioni "pubbliche" al mondo. Quella dei derivati del fluoro e di altre sostanze chimiche conosciute oggi come gli "inquinanti per sempre", eterni.

 Il limite citato, la gestione dei fanghi e dei rifiuti, i cloruri, i nitrati, le varianti del cloro e i derivati del fluoro, tra cui i terribili PFAS, entrati nelle acque di falda e negli acquedotti, sono diventati gli incubi dei nostri pensieri. Fin da quando ero bambino, in questi luoghi si cresce sperando di non essere colpiti da una delle tante patologie che l'inquinamento chimico invisibile, spesso incolore, difficilmente inodore e indolore - quando esce dai depuratori, dai profluvi tossici che si percepiscono acidi, acri alle narici e ai bulbi degli occhi - porta con sé.

Negli anni passati nacquero le lotte civili per far capire che non possiamo sacrificare le nostre terre - oggi denominate "zone di sacrificio ad alto reddito" - in nome del profitto, ad ogni costo. Oltre a provocare ricchezze sproporzionate tra forze proprietarie e forze lavoratrici, assicurando tuttavia reddito a tutti, "alto", ma mal distribuito, ogni cittadino ha capito - anche se si gira dall'altra parte - che queste lavorazioni comportano patologia e morte, dolore e violenza diffusa, a tutti, nessuno escluso, innescando un clima psicologico non più sostenibile. Una violenza invisibile, che intravediamo negli sguardi dei nostri vicini di casa. Nelle tristi comunità che sono diventate i nostri paesi.

 Il Caso Miteni, il Processo con la sua storica sentenza, ha certificato al mondo intero questo clima, di ricchezza e tristezza. Dobbiamo cambiare passo. Capire che il lavoro non deve essere messo al primo posto, sacrificando tutto, in primis l'ambiente dove tutti viviamo, poiché la chimica di sintesi non conosce confini e limiti, entra nelle nostre case attraverso il rubinetto, il cibo, il vino, l'aria, addirittura passando dalla madre al figlio attraverso l'utero, il latte, la relazione più alta che contraddistingue gli esseri viventi: l'amore materno.

 Le Valli dell'Agno e del Chiampo sono di una certa misura e dimensione. Sono particelle di terra. Non possono sostenere il carico di una parte di mondo con cui si relazionano commercialmente. Lo stesso vale per le altre valli avvelenate dalle produzioni intensive. Non possiamo produrre per il mondo intero e uccidere i nostri figli. Non possiamo scambiare il prodotto astratto del lavoro - il denaro - per un pane che si rivelerà insalubre. Che metteremo sul piatto delle nostre case.

 Il lavoro va ricalibrato. Questo l'aveva capito più di tutti, tra i nostri compagni, il Dott. Giovanni Fazio, straordinario medico arrivato dalla Sicilia, di madre veneziana, prima in Valdastico e poi in Valle del Chiampo. Terre delle quali si innamorò e dove decise di mettere su famiglia. Le nostre terre. Quelle citate in partenza. Qui fondò con la moglie l’associazione CiLLSA che già nel nome dice tutto: Cittadini per il Lavoro, la Legalità, la Salute e l'Ambiente.

 Ecco, la crisi "locale" di questo sistema industriale tossico sta purtroppo (pur-troppo) facendo storia nel mondo occidentale, che forse, per la prima volta, si trova di fronte alla caduta fisiologica del proprio modello, con giovani che scappano e popolazioni decimate da tumori. L'Ecofesta, nel cuore della produttività intensiva dell'Occidente, ad alto reddito, rappresenta la risposta, il laboratorio in itinere su come trovare le soluzioni, le idee, le progettualità per cambiare veramente di passo a livello globale, costruendo un'alleanza tra ambiente e lavoro, tra salute e produttività, come forse mai si era immaginato prima d’ora.

 Dissi a Titta: «l’Ecofesta, farla ad Arzignano, con il concetto e la coerente linea, voluta da te e Donata, è un fatto rivoluzionario. E di questo vi siamo grati e forse pochi si rendono conto della carica che questa festa produrrà. Se fatta qui». Una rivoluzione vera e propria, se intendiamo con questo difficile e abusato termine, quello che politicamente e socialmente dovrebbe significare: un cambiamento radicale di paradigma, di pensiero e d'azione. E fare questo nel cuore del problema, ad Arzignano, è stato un risultato estremamente significativo, impensabile dieci anni fa. Un risultato che, se prenderà continuità e creatività progressiva, senza compromessi con il vecchio paradigma, potrà segnare il passo a livello internazionale, rappresentare un’esemplarità globale. Da questa linea di confine tutti potranno trarre ispirazione. A cominciare dalle ricerche ambientali e sanitarie, dai processi giuridici, dalla tempesta cognitiva e culturale che la nostra vicenda, quella dei Pfas, ha generato.

 Vorrei sottolineare, in conclusione, che di questa "tempesta" di azione, pensiero e progettualità - che altro non è che quel "respirare il futuro", titolo di questa edizione - Titta rappresentava la prima linea, il veterano, l'attivista storico con cui confrontarsi giorno dopo giorno. Apertamente, senza filtri. Una tempesta che ha generato alleanze scientifiche e cognitive, relazioni internazionali e interdisciplinari, straordinarie e già riconosciute - vedi Robert Bilott, la missione ONU, il Ban Pfas Manifesto - in cui il ruolo della cittadinanza attiva è non solo fondamentale, ma fondante. Come ben impersonifica l’impegno educativo della moglie Donata Albiero, coordinatrice di un progetto regionale nelle scuole a dir poco meraviglioso. Soprattutto per proiezione e dedizione verso il futuro. Migliaia di studenti e genitori informati, senza compromessi cognitivi imposti dai voleri del mercato.

 Grazie a queste esercitazioni culturali - come l'Ecofesta - i cittadini si ritrovano insieme e discutono. Si mobilitano e mobilitano le istituzioni. Tenendo alto il livello delle pratiche democratiche che sono le fondamenta delle stesse istituzioni. Facendo capire agli amministratori che il bene pubblico non può dissociarsi dal bene comune, per agevolare le derive del privato. Correndo così il rischio di colludere con il regime finanziario delle multinazionali che di fatto uccidono i territori e aprono le strade al crimine istituzionalizzato, come dimostra la storia dei Pfas e di molte altre grandi opere, per arrivare alle guerre sistemiche dei giorni nostri. Conflitti utili solo al complesso militare-industriale e ai costruttori di morte, quali sono le guerre russo-ucraina e israele-palestinese dimostratesi funzionali ai bilanci nazionali piegati al riarmo. Interessi sovraterritoriali che lasciano sul campo decine di migliaia di morti e innescano percorsi d’odio e di distruzione sistemica, di cui il genocidio in atto a Gaza o l’inaccettabile pesantissimo inquinamento di fuoco e armi in corso nello Stretto di Hormuz e in altre parti di mondo sono la prova provata, lo scacco a cui siamo sottoposti dai grandi profitti.

 Proprio per tutte queste ragioni noi tutti abbiamo promesso di dedicarci all'ultima consegna del compianto Dott. Giovanni Fazio - l'Ecofesta “in” Arzignano - facendola diventare il punto di partenza del cambiamento non solo possibile, ma già in atto.

 Lo abbiamo promesso. In nome di Titta.

 Alberto Peruffo

movimento no pfas | pfas.land
Montecchio Maggiore, 13 agosto 2026

 https://pfas.land/2026/08/19/memorie-1-terra-mala-living-with-poison-mostra-fotografica-di-stefano-schirato-09-2026-ecofesta-arzignano-in-nome-di-titta/?fbclid=IwY2x


archivio CiLLSA  foto di Donata 
2024 22 20 Pfas Tour Le Poscole con le scuole 


In memoria di  Titta

Numerosi, In occasione dell’Ecofesta di Arzignano 2026, sono i messaggi arrivati come ’omaggio alla memoria di Giovanni Fazio in quella che è la prima edizione dalla sua dipartita

Oltre a quello di Alberto Peruffo sopra riportato

LA TRADIZIONE DELL'ECOFESTA DI ARZIGNANO DEVE CONTINUARE SENZA STRAVOLGERE LA NATURA ORIGINALE TRACCIATA DA TITTA FAZIO (ISDE Vincenzo Cordiano e Francesco Bertola)

https://cillsa1.blogspot.com/2026/07/la-tradizione-dellecofesta-di-arzignano.html

 

ECOFESTA 2026 UN PALCOSCENICO DI RILIEVO AD ARZIGNANO PER RISVEGLIARE L'OPINIONE PUBBLICA (RETE ZERO PFAS DEL VENETO)  

https://cillsa1.blogspot.com/2026/07/ecofesta-2026-un-palcoscenico-di.html

 

ECOFESTA 2026 UN MOMENTO DI RIFLESSIONE AMBIENTALE E CiLLSA IL DNA DELL'ORGANIZZAZIONE (Claudia Marcolungo Diritto Ambientale Univ. PD)

https://cillsa1.blogspot.com/2026/07/ecofesta-2026-un-momento-di-riflessione.html

 

ECOFESTA 2026 UN SALUTO AL DOTT. GIOVANNI FAZIO DALLA EX AMMINISTRAZIONE BEVILACQUA SINDACO (assessori Giovanni Fracasso ed Enrico Marcigaglia)

https://cillsa1.blogspot.com/2026/08/ecofesta-2026-un-saluto-al-dott.html

 

ECOFESTA 2026 "RESTITUIRE A TITTA CIO' CHE LUI HA DATO ALLA NOSTRA CITTA': UNA SPINTA TENACE E INARRESTABILE VERSO IL MEGLIO " (Alessia Bevilacqua ex sindaco di Arzignano).

https://cillsa1.blogspot.com/2026/08/ecofesta-2026-lettera-della-ex-sindaca.html

 

ECOFESTA 2026 ASPETTANDO LA MOSTRA “TERRA MALA, LIVING WITH POISON” IN ARZIGNANO (Stefano Schirato e Patrizia Pretto)

https://cillsa1.blogspot.com/2026/08/ecofesta-2026-aspettando-la-mostra.html

 

 

 

 

 

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