ECOFESTA 2026 UN SALUTO AL DOTT. GIOVANNI FAZIO DALLA EX AMMINISTRAZIONE BEVILACQUA SINDACO

 "Il presente è la somma vivente dell'intero passato"

                                                      (Thomas Carlyle)

                      ANNO 2026 UNA TARGA IN MEMORIA DEL DOTT. FAZIO DA ACQUE DEL CHIAMPO 

DUE LETTERE A  CiLLSA          

Riceviamo, con piacere, una lettera dall’ex assessore Cultura e Zero Pfas di Arzignano (Bevilacqua sindaco) , Giovanni Fracasso che, da una sponda istituzionale non certo identitaria con la visione del mondo della nostra associazione ecologista, ha sempre stabilito con noi rapporti franchi e aperti. 

Anche un'altra lettera dell'ex portavoce del sindaco e assessore Enrico Marcigaglia,  che con Titta, istituzionalmente, ha affrontato questioni scottanti quali Inceneritore in zona, gestione Acque del Chiampo, Distretto conciario e Fratta Gorzone, porta alla luce un rapporto costruttivo e di lealtà. 

ECOFESTA 2026  Titta tra noi     

Cara CiLLSA, cara Donata, vi scrivo senza il cappello che ho portato per sette anni, perché quello che ho da dire non riguarda un'amministrazione: riguarda un uomo e un debito. Ho conosciuto Titta partendo da un'altra parte. Ci siamo trovati, come capita alle persone oneste, non perché la pensassimo uguale su tutto, ma perché guardavamo lo stesso orizzonte. E su una cosa non ha mai concesso un millimetro, nemmeno a me: la salute non ha aggettivi e non ha subordinate. Non esiste la salute "compatibilmente con", "tenuto conto di", "nei limiti di”. Esiste la salute, e basta. Chi ha amministrato in questi anni sa quanto sia scomoda quella frase detta da un uomo che non alzava mai la voce e che aveva sempre, sempre, le carte in mano.                                                                                     

Perché questo era il punto raro di Titta: l'intuizione politica di chi capisce dieci anni prima degli altri dove sta andando una vicenda, l'ambientalismo di chi non si stanca mai, e - cosa rarissima - il rigore scientifico di chi non spara mai una cifra a caso. Con lui non si poteva bluffare, ed era esattamente questo a renderlo un interlocutore prezioso per chi doveva decidere.                                                         

Sono orgoglioso di essere stato il ponte che ha portato la sua voce dentro le scelte dell'amministrazione, con l'autorevolezza che meritava. Il protocollo del mercato contadino No-PFAS me lo aveva consegnato lui, un anno e mezzo prima che diventasse una delibera; quella sera in Sala Consiliare era seduto lì, in silenzio, mentre Arzignano sarebbe potuto diventare il primo comune in Italia a dare a un cittadino la possibilità di comprare cibo con la garanzia dell'assenza di PFAS. Quel mercato, poi, si è arenato. Non per un difetto dell'idea: si è fermato contro interessi personalistici che non abbiamo mai avuto modo di mettere a fuoco fino in fondo, e che hanno avuto il tempo dalla loro parte.                                               

Ma quello che è stato fatto non si cancella: resta l'atto politico, votato e messo agli atti. Resta la visione: che la salute si difende anche a un banco di frutta e verdura, non solo nei documenti. Resta soprattutto una direzione, che è la cosa più difficile da costruire e la sola che nessuno può ritirare. Chi verrà dopo troverà la strada già aperta, e questo lo dobbiamo a lui. Da quella stessa testa sono nate le altre battaglie, ognuna con le sue gambe. Le etichette zero PFAS sugli alimenti, cioè l'idea semplice e rivoluzionaria che un consumatore abbia diritto di sapere cosa sta mangiando, portata fino agli Stati Generali di Greenpeace a Firenze insieme alla tutela della salute nei luoghi di lavoro esposti. E poi le lettere, dal Sindaco alla Regione, e la mozione per mettere al bando i PFAS alla fonte: non nell'acqua che beviamo, ma nei sistemi di produzione che li generano, vietandone produzione, utilizzo e  commercializzazione  e regolamentando i soli usi davvero dispensabili. Quella mozione che oggi ha superato i cento comuni in tutta Italia. È il modo di ragionare di Titta in forma pura: non rincorrere il danno, chiudere il rubinetto. Nel gennaio scorso il 100% dell'acquedotto di Arzignano ha iniziato a erogare acqua a PFAS Zero. Quel risultato porta il suo nome, e non per cortesia postuma: è nato dalla sua insistenza di anni, quando dire "zero" sembrava una provocazione e non un obiettivo raggiungibile.                                                                                                                                            

Non si può parlare di Titta senza parlare di Donata. Non come "la moglie di", ma come metà esatta di un'unica avventura: compagna di vita, di pensiero, di azione, di scelte politiche e di visione sul futuro. Instancabile, indomita, capace di stare in prima linea nelle scuole, nelle assemblee, davanti alla Regione, e di continuare a esserci adesso - che è la parte più difficile. Cara Donata, quello che avete costruito in due non era divisibile allora e non lo è oggi.                                                                            

A voi di CiLLSA dico solo questo: il lascito che avete raccolto non è un archivio da custodire, è un metodo da usare. Studiare prima di parlare, non trattare sulla salute, non stancarsi, continuate a farci le domande scomode. Servono a chi amministra molto più di quanto chi amministra sia disposto ad ammettere. Ma anche, abbiate il coraggio di fidarvi, di trovare un interlocutore (meglio ancora se di una parte politica distante da voi) che possa trasformare le idee in scelte amministrative concrete: forse questo è stato l’atto di Titta che ha scombinato le carte nei rapporti di CiLLSA con le istituzioni. E tutto è partito qualche tempo dopo che ero diventato assessore, con un caffe bevuto assieme a casa mia. Perchè le grandi imprese, iniziano tutte con piccoli momenti, a cui non diamo spesso il giusto peso. Che la terra gli sia sempre lieve. E che l'acqua sia sempre più chiara”   

Giovanni Fracasso, 18 Luglio 2026


ECOFESTA 2026  In ricordo del dott. Giovanni "Titta" Fazio

Care amiche, cari amici della CILLSA, sono passati diversi mesi da quando il dottor Giovanni "Titta" Fazio ci ha lasciato. Eppure ci sono assenze che il tempo non attenuano: le riscopre, semmai, ogni volta che il suo insegnamento torna a far luce, ogni volta che mi trovo davanti a una scelta e mi chiedo, quasi per riflesso, cosa ne avrebbe pensato lui.

 Con piacere vi scrivo queste righe per condividere questo ricordo che porto dentro da tempo e che trova solo in voi il suo naturale destinatario: con lui avete condiviso non solo una storia e una battaglia, ma una vera e propria casa di ideali.

 Ci sono anime rare che camminano nel mondo senza cercare applausi né cenni di intesa, guidate unicamente dalla coerenza e dal coraggio delle proprie visioni.

Titta era una di queste.  Un medico per il quale la professione non è mai stata un semplice ruolo, ma una missione incrollabile. Un uomo che ha offerto ogni giorno della propria vita, senza calcoli né tornaconti, a ciò che riteneva fondamentale: la difesa della salute, la dignità dell'uomo, la tutela del nostro territorio e l'affermazione di una giustizia sociale autenticamente accessibile a tutti.

 Valori che sono la linfa stessa della CILLSA, e che lui ha contribuito a scolpire con un lavoro paziente, silenzioso e inesausto, condotto anche quando la rotta era scomoda, al prezzo dell'incomprensione e della solitudine.

 La sua voce, spesso controvento, nasceva da un'etica incrollabile e da un senso di responsabilità che andava ben oltre la propria persona. Non alzava la voce per farsi notare, ma il suo rigore gli impediva di tacere di fronte all'ingiustizia. È questa, forse, la sostanza più pura del coraggio civile.

 Ho conosciuto Titta nel 2014, quando si candidò a sindaco. Sapeva di non poter vincere, eppure era fermamente convinto che quella fosse la cassa di risonanza necessaria per lanciare un grido forte e chiaro contro l'inceneritore. Ero più giovane, allora, e ammetto che non comprendevo come si potesse spendere tanta energia in una sfida dal finale già scritto. Ci sono voluti anni per comprendere appieno la portata rivoluzionaria della sua intuizione: convincere è infinitamente più importante di vincereVincere serve a governare il presente, convincere serve a scrivere il futuro. La vittoria si limita a contare le teste, la persuasione riesce a farle pensare. Titta lo sapeva: la vittoria della forza crea rivali, la forza dell'idea crea un'eredità.

 Titta aveva il dono raro di saper guardare oltre l'orizzonte, non per sé, ma per chi sarebbe venuto dopo. Credeva in un futuro migliore e ha speso la vita a piantare alberi alla cui ombra sapeva che non si sarebbe seduto. Quegli stessi semi che oggi, grazie alla costanza della CILLSA, continuano a germogliare.

 Nel nostro incontrarci ho compreso che, pur muovendo da sponde diverse, stavamo camminando verso lo stesso orizzonte. Dal confronto è nata la consapevolezza di condividere lo stesso sogno: una terra più giusta, più sana, più umana. Mi ripeteva spesso, con quel suo piglio diretto e l'ironia sottile: «Sei un ambientalista finito nel partito sbagliato». Era una provocazione, certo, ma custodiva una domanda profonda che mi ha accompagnato ben oltre i nostri incontri. È stato proprio grazie a lui, e a quel dialogo che rifiutava le etichette, se ho maturato una certezza: l'ecologia non può essere la bandiera di una sola parte, né un trofeo per distinguersi dall'avversario. Deve essere una responsabilità corale, una fiamma che ogni forza politica è chiamata a custodire e alimentare. Su questo, non ci sono destre o sinistre che tengano: la terra che abitiamo è una sola. Titta lo aveva compreso prima di tutti noi, e non si è mai stancato di ricordarlo anche a chi, come me, proveniva da un altro percorso.

 Oggi resta il ricordo di un uomo integro, un esempio di rigore ed impegno civile che la nostra Arzignano saprà custodire. E che la CILLSA, ne sono certo, continuerà a far vivere non con la malinconia del ricordo, ma con il lavoro concreto di ogni giorno.

A chi resta spetta ora il compito più alto: trasformare la sua testimonianza in azione quotidiana, ricordando che gli ideali non sono un traguardo da conquistare, ma la rotta stessa da seguire, anche quando la si percorre da sponde differenti.

 Buon viaggio, dottore. Continuerai ad essere un orizzonte per molti di noi.                            

Un abbraccio profondo a te, cara Donata, e a tutta la grande famiglia della CILLSA. 

Con profonda stima e affetto                                                                                                     

Enrico Marcigaglia, 23 luglio 2026      

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Nel ringraziare entrambi, pensiamo che la memoria del nostro Titta rappresenti un patrimonio civile inestimabile, specialmente nel contesto di Arzignano  e della Valle del Chiampo, come  medico e storico attivista. 

La sua eredità dimostra perché le istituzioni e la nuova amministrazione debbano conservare la memoria di chi ha lottato per il bene comune.

E' con questo spirito che ci prepariamo all'Ecofesta 2026 in Arzignano 

lA REDAZIONE (D.A.)

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