ANNO 2026 PFAS ALIMENTI REGIONE VENETO UNA QUESTIONE ANCORA APERTA
LA CONTAMINAZIONE AVANZA
PFAS E TFA INVISIBILI PER CHI GOVERNA IL VENETO
La contaminazione avanza. La Regione tace o si autoelogia.
https://newjbi.blogspot.com/2025/08/pfas-e-tfa-invisibili-per-chi-governa.html?fbclid=IwY2xj
Il fatto è che la Regione Veneto è da molti anni, troppi anni, che non consegna i dati alimentari. “Di fatto ha tolto per anni la possibilità di istruire una politica di prevenzione e di salute pubblica, dove il regime alimentare è fondamentale: rappresenta il vettore di PFAS più importante nei nostri corpi dopo l'acqua del rubinetto, oggi filtrata.
“Come ha sottolineato il medico ISDE Vincenzo Cordiano, «in altre nazioni hanno vietato il consumo di alimenti prodotti nelle zone ad alta contaminazione». Qui da noi, a valle della Miteni, della SPV e della TAV, del TFA della FIS, dei carboni della CHEMVIRON, nella terra di nessuno, ad altissima concentrazione di Pfas, in questi ultimi anni hanno invece piantato ettari di vigneti industriali. A conferma della vocazione di queste terre perdute: vere e proprie “zone di sacrificio ad alto reddito“ (A. Peruffo).
Pfas alle stelle in un campione di uovo
La misurazione «monstre» pari a oltre 13mila
nanogrammi su kilo è stata riscontrata in un allevamento a conduzione familiare
in zona Carpeneda nel capoluogo berico. Frattanto i Comuni di Pianezze e Nove
chiedono ai propri concittadini di cercare «i temutissimi derivati del fluoro»
nei pozzi privati
di Marco Milioni
https://www.vicenzatoday.it/attualita/contamianzione-uova-vicentine-derivati-fluoro-7-luglio-2026.html
VICENZA TODAY 14 LUGLIO 2026
Pfas nel
cibo? C'è un esposto ai carabinieri del Noe
Sul caso dei derivati del fluoro rilevati in
«concentrazioni mostruose»» in un uovo rinvenuto in un allevamento della città
palladiana, il presidente del Consiglio comunale di Vicenza ha segnalato
l'anomalia ai militari, alla Prefettura e alla Regione Veneto: alla quale ora
il fronte ecologista torna a chiedere chiarezza sui monitoraggi degli alimenti
di Marco Milioni
https://www.vicenzatoday.it/attualita/presidente-consiglio-cimunale-vicentino-denuncia-carabinieri-caso-ambientale-14-luglio-2026.html
IL SALVAGENTE 14
LUGLIO 2026
Pfas negli alimenti, la Rete zero Pfas alla Regione Veneto: “Rendete
pubblici i dati dei monitoraggi”
di Lorenzo Misuraca
L’INDIPENDENTE 14
LUGLIO 2026
Fragole italiane
contaminate: PFAS e pesticidi in 3 campioni su 5
di Gianpaolo
Usai
VIPIU’ 14 LUGLIO 2026
Pfas oltre limite in uova di allevamento di
Vicenza, Zaramella chiede intervento delle
-
Il fatto quotidiano 18 LUGLIO 2026 Ambiente
Uova con Pfas 10 volte oltre i limiti, l’atto
d’accusa dei proprietari: “Ora la Regione Veneto deve darci i dati delle
analisi, vogliamo sapere ciò che mangiamo”
di
Giuseppe Pietrobelli
https://www.facebook.com/reel/1395708609128179
ISDENEWS 22 LUGLIO 2026 - La Regione Veneto ha finalmente bloccato la
commercializzazione di carne e fegato con concentrazioni di PFAS superiori ai
limiti. È quanto ISDE chiedeva già nel marzo 2016. Il provvedimento è
necessario, ma restano aperti interrogativi sulla contaminazione di altri
alimenti e sulla trasparenza dei controlli.
di Vincenzo
Cordiano, presidente ISDE Veneto 22 luglio 2026
L’ARENA. IT 23
LUGLIO 2026 Ambiente e inquinamento
Pfas, stop
al commercio di carne per otto allevamenti di bovini nella zona rossa.Vietata la vendita dopo le analisi risultate oltre i limiti E ora le
aziende dovranno usare l’acquedotto e fare nuovi controlli
di Luca Fiorini
iL FATTO QUOTIDIANO - 24 Luglio 2026
Pfas, i dati della Regione Veneto: stop alimenti
contaminati. Livelli in calo, ma allarme per il 5% della carne di bovini e
suini. Inquinata anche l’acqua
di Luisiana Gaita e Giuseppe Pietrobelli
Il primo studio atteso da anni cerca di tranquillizzare, ma non convince:
nel 5% degli allevamenti livelli elevati di Pfos e Pfoa
greenme
Ambiente 24 luglio
2026
PFAS, stop alla vendita di carne: bloccati per la prima volta i prodotti di 8 allevamenti nella zona rossa
Per la prima volta scatta in Veneto lo stop alla
vendita di carne proveniente da allevamenti contaminati da PFAS. Le autorità
hanno vietato la commercializzazione di alcuni prodotti di origine animale
risultati oltre i limiti in 8 aziende della "zona rossa"
VITA.IT 24 LUGLIO 2026
Pfas, in Veneto la contaminazione è anche nel vino
Elisa Cozzarin LA
RICERCA
https://www.vita.it/pfas-in-veneto-la-contaminazione-e-anche-nel-vino/?fbclid=IwY2xjawTVtSple
CORRIERE DEL VENETO 26 LUGLIO 25026 -
Pfas in Veneto, stop alla vendita
di carne e fegato contaminati: «Avviato un monitoraggio in 8 aziende»
di Roberta Polese
VIPIU’ 28
LUGLIO 2026
-PFAS oltre soglia in pozzi privati nel
Vicentino: scattano verifiche ambientali e sanitarie a Sandrigo e Bressanvido
Redazione
IL PUNTNEW 28 LUGLIO 2026
REGIONE. PIANO DI SORVEGLIANZA DEI PFAS NEI PRODOTTI AGROALIMENTARI:
GENERALE DIMINUZIONE DEI LIVELLI DI CONTAMINAZIONE.
Redazione
Considerazioni
finali del mondo attivista di cui CiLLSA fa parte
COMUNICATO STAMPA DEL 30 LUGLIO 2026
“Report Pfas 2026. Alimenti di origine animale: documento
di sintesi” della Regione Veneto
Prendiamo atto del “Report Pfas 2026. Alimenti di
origine animale: documento sintesi” della Regione Veneto presentato il 28
luglio 2026 in conferenza stampa a Venezia dal Segretario Regionale alla Sanità
e Sociale Giancarlo Ruscitti, dalla Responsabile della Direzione Regionale
Prevenzione Francesca Russo e della Direttrice dell’IZS, Antonia Ricci
Qui di seguito in allegato (allegato 01_tabella) vi
proponiamo una tabella dove abbiamo messo a confronto i dati salienti del
Report del 2016-2017 con quelli del Report 2026 appena pubblicato.
Precisiamo che i dati forniti dalla Regione nel Report
2026 sono espressi in nanogrammi per grammo (ng/g) di peso fresco
dell’alimento. Per facilitare la lettura e la comprensione di questi dati in
rapporto alle indicazioni EFSA in merito al TWI (Tolerable Weekly Income)
espresso in nanogrammi per chilo (ng/kg) abbiamo preferito esprimere tutti i
dati in nanogrammi per chilo (ng/kg).
*Nota bene (1 nanogrammo per grammo (ng/g) = 1000
nanogrammi per chilo(ng/kg).
- Per un bambino di 15 kg la dose tollerabile a
settimana è di 66 nanogrammi
- Per un ragazzo di 35 kg la dose tollerabile a
settimana è di 154 nanogrammi
- Per un adulto di 60 kg la dose tollerabile a
settimana è di 264 nanogrammi
Benché risulti una diminuzione delle concentrazioni di PFOA e PFOS in alimenti come il muscolo suino (che risulta dentro i limiti UE 2022/1431), PFOA e PFOS sono comunque presenti e la media dei valori è sostanzialmente invariata rispetto al precedente monitoraggio (media precedente: 320 ng/kg; media attuale: 300 ng/kg). Mentre per quanto riguarda il muscolo bovino risulta che l’8% di tutti i campioni analizzati contengono PFOS, con valori vicini o superiori (200-690 ng/kg) al limite consentito per legge (300 ng/kg).
Notiamo inoltre che il valore medio (2080 ng/kg) del
PFOA nel fegato di suino è marcatamente elevato e superiore al limite massimo
consentito (700 ng/kg). Non va molto meglio con il fegato di bovino nel quale
anche se il PFOA rimane dentro i limiti con valori più bassi rispetto al
precedente monitoraggio, per quanto riguarda il PFOS il valore medio di 1650
ng/kg è notevolmente superiore al precedente monitoraggio con un valore medio
di 460 ng/kg e con campioni che arrivano fino a 12500 ng/kg quando il limite UE
riporta un limite inferiore o uguale a 6000 ng/kg.
Fonte: https://salute.regione.veneto.it/contents/2026-
Per quanto riguarda il latte, un alimento alla base
della dieta dei bambini, i valori sono: PFOA fino a 50 ng/kg e PFOS fino a 70
ng/kg, quando le concentrazioni soglia UE 2022/1431 raccomandano valori di
rispettivamente 20 ng/kg e 10 ng/kg.
Abbiamo chiesto alla dott.ssa Vitalia Murgia (pediatra
e medico ISDE) che impatto possono avere questi valori sulla dieta di un
bambino. La dott.ssa Murgia ci ha risposto come segue:
“I dati, considerati da soli, spesso sembrano lontani
dalla vita reale e non fanno capire quale possa essere il loro impatto su chi
consuma questi alimenti. Se un bimbo di 1-2 anni di peso medio consuma
settimanalmente anche solo 500 ml di latte (PFOS a 70 ng/kg: 35 ng), due
porzioni da 50 g di carne bovina (PFOS da 20 a 69 ng/KG) e due uova (PFOS 200
ng/kg: circa 20–22 ng) supera la dose settimanale
tollerabile di 4,4 ng/kg con il solo PFOS. In pratica, l’assunzione settimanale
minima stimata di solo PFOS può già far superare al bimbo il valore tollerabile
EFSA previsto per la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS. Poiché questi alimenti
rappresentano solo una parte della dieta settimanale di un bambino, l’entità
dell’assunzione complessiva potrebbe essere abbondantemente sottostimata”.
Per le uova come già riportato nel Report 2026
“risultati del 2016-2017 mostravano un intervallo di valori fortemente
influenzato dagli allevamenti familiari". Pertanto, si presume che i
monitoraggi siano stati eseguiti su allevamenti intensivi e che quindi i due
dati non si possano mettere a confronto. Ci chiediamo perché, a fronte dei
valori oltre i limiti ottenuti con il primo monitoraggio, e nell’ottica di far
emergere eventuali variazioni nel tempo come è d’obbligo
fare in qualunque progetto di monitoraggio, non siano
stati considerati questa volta anche gli allevamenti familiari che ricadono
dentro la zona contaminata.
Teniamo inoltre a precisare che, nel monitoraggio, le
aziende agricole estrapolate dalla Banca Dati Anagrafe Zootecnica iscritte alla
data del 26/08/2021 sono nr.651, così suddivise: nr. 58 area ad alta intensità
– nr. 116 area a media intensità – nr. 477 area a bassa intensità. Le prime 58
aziende sono state oggetto tutte del monitoraggio. Le seconde 116 aziende solo
per il 50%. Le ultime 477 solo per il 10%. Vorremmo comprendere meglio con
quali criteri sono state fatte queste scelte e la precisa localizzazione delle
aziende oggetto di monitoraggio con i relativi risultati, attendiamo quindi il
rapporto tecnico completo.
Prendiamo atto della decisione della Regione Veneto di
ritirare dal mercato alcuni prodotti. Tuttavia chiediamo di rendere noto:
- le modalità e la tempistica con cui sono stati
gestiti i prodotti risultati superiori ai limiti di legge;
- a quale data si riferiscono i valori individuati;
- quali procedure di rintracciabilità e controllo sono
state messe in atto per quanto riguarda i prodotti già in commercio;
- quali piani di intervento sono stati messi in atto e
quali sostegni sono stati proposti alle aziende agricole.
Proponiamo che venga istituito un sistema stabile di
informazione pubblica, che consenta ai cittadini di essere tempestivamente
informati quando emergono non conformità rilevanti o vengono adottati
provvedimenti a tutela della sicurezza alimentare.
Chiediamo un piano straordinario di monitoraggio
ambientale e sanitario, interventi tempestivi di bonifica e messa in sicurezza
del territorio, controlli rigorosi e trasparenza nella diffusione dei dati.
Chiediamo inoltre un confronto diretto e pubblico con la Regione, affinché le
decisioni siano assunte ascoltando anche le comunità che convivono con questa
contaminazione da anni.
Le istituzioni hanno il dovere di prevenire nuovi
episodi di contaminazione, ridurre i rischi esistenti e garantire la massima
protezione della salute e dell'ambiente.
All. 01 tabella
Concludiamo con il
L'IMPROVVISO E PREOCCUPANTE
COLLASSO DI CREDIBILITÀ DELLA REGIONE VENETO. I DATI AGROALIMENTARI
Non siamo noi attivisti e semplici
cittadini a dirlo. Ma un'autorevole voce di fronte alla recita di ieri
pomeriggio. Basta vedere l'intervista di Russo e Ricci al TGR. Stanno
recitando? Dalla loro postura e dai loro occhi sembrano dire cose a cui non credono
loro stesse. Basta poi leggere quello che scrive il dottor chirurgo Zaramella,
figura centrale dell'AULSS 8 e portavoce istituzionale dell'Osservatorio
ambientale sul rischio di inquinamento da PFAS del Comune di Vicenza. Leggetelo
qui. È molto preoccupante >
https://www.facebook.com/photo?fbid=1758284902183271&set=a.256628639015579
Di fatto, ciò che emerge richiama
quanto già trattato nel mio precedente post sull'argomento uova e alimenti. A
rimarcare questo improvviso collasso è la stessa convocazione della conferenza
stampa, anch’essa improvvisa, di ieri, al Palazzo delle Grandi Stazioni di
Venezia. Attenzione: i cittadini non vengono avvertiti per niente, pur essendo
stati loro a chiedere i dati e ad aver messo alle corde la Regione dopo aver
pubblicato dati indipendenti. La Regione, già uscita in difesa nelle settimane
scorse con dichiarazioni da supportare, fa invece un CS sul suo sito poche ore
prima della conferenza, senza inviarlo a tutte le parti in causa. La stessa
stampa non è avvertita come si deve. I dati infine rilasciati nella conferenza
(vedi servizio del TGR allegato, al minuto 5) sono carenti e oggettivamente
inqualificabili >> https://www.rainews.it/.../TGR-Veneto-del-28072026-ore...
Questa perdita di credibilità - che
annunciava il collasso - l'avevamo già assaporata durante la recentissima
Conferenza dei Servizi sulla bonifica della settimana scorsa. A 6 anni
dall'incarico Droli-Ramina del Comune di Trissino e Regione, zero risultati. Di
bonifica vera e propria ancora non si parla, progetto alla mano. Il progetto di
ICIG viene contestato dallo stesso ISPRA nazionale e preconizza invece una MISP
(una messa in sicurezza permanente, che non è una bonifica). Per non parlare
della gestione delle acque contaminate e filtrate di barriere e acquedotti,
citate dalle stesse intervistate, Russo e Ricci. Chiedete a loro, ancelle della
salute e della prevenzione, dove finiscono i Pfas raccolti dai carboni attivi?
Chiedetelo al direttore dell'Arpav. A Legnago, in Abruzzo o in Lombardia?
Chiedete. E il collasso sistemico diventerà un prolasso personale.
Cosa fare? Bisogna portare in Corte
Europa dei diritti umani, negati (come sono il diritto alla corretta
informazione, necessaria alla precauzione, e fondante il diritto alla salute),
la Regione Veneto, negazione che già la Missione Pfas ONU ha certificato nel
2021; bisogna denunciare i dirigenti responsabili della stessa Regione alle
Procure penali italiane, per aver concorso a veicolare cibo contaminato,
consapevolmente, trattenendo per anni dati fondamentali o esprimendoli in un
modo che la scienza alimentare e medica ritengono fallace e potenzialmente
pericoloso e criminale secondo il codice penale (art. 439).
In argomenti di pene, morali e
giuridiche, di "visioni alimentari", è il momento di citare una
memoria storica personale, direi positivamente attuale, visto che sarà
aggiornata a fine settembre: nell'aprile del 2019, intervistato in diretta su Rai
Radio 1, espressi questa mancanza di fiducia/credibilità nei confronti della
Regione Veneto in modo chiaro e rigoroso, richiamando i fatti di allora
(ricordiamo che la Regione - in piena emergenza PFAS - nel 2014 e 2017 rinnovò
l'AIA per permettere alla Miteni di continuare a produrre; e che nel 2016
ostacolò gli studi sugli impatti sanitari [1]). Chiosai con questa frase
finale, testuale e spontanea, che allora neppure io potevo prevederne il peso:
«Diro di più, la Regione Veneto crollerà sulla questione alimentare». Correva
l'anno 2019.
A me dispiaceva dirlo, perché la
Regione siamo noi. Ma erano i fatti di chi stava amministrando malamente la
questione Pfas, tenuta latente per decenni e, in quel periodo, indebitamente,
spostata sul Po. Il giorno dopo l'intera Giunta Regionale del Veneto, per
quelle parole - con un CS posticcio e fazioso [2], decontestualizzato e
stralciato - avviò una procedura penale contro di me. Perché la sbugiardai in
diretta? Processo ancora in corso.
Che dire dopo 7 anni e qualche
mese? Cosa potevano fare allora per evitare il crollo? Zittire? Intimidire?
Visto che non avevano argomenti? Ma solo spannometrie. Come oggi e come ieri.
Vedremo come finirà. Considerato che nel frattempo abbiamo vinto il primo grado
del Processo Miteni, dove la Regione è parte civile, solo come istituzione (la
quale siamo noi, cittadini), non certo per merito. E Bottacin è stato
abbandonato da solo - dai suoi con/giunti - a Belluno.
Nel frattempo - calcando sul verbo
giungere di Giunta e congiunti - il crollo-collasso è "giunto". Ieri
dunque l'atto finale. È stato sufficiente gettare qualche uovo marcio - le
settimane scorse - contro il decennale muro di gomma, congiunto malamente, che
improvvisamente è diventato inconsistente farina.
La torta avvelenata per i Veneti è
ora servita. La si può accompagnare con un buon Prosecco Industriale ai
pesticidi o da un Durello di Plume doc. Torta e vino annunciati dal classico
brindisi: «i pessimisti non fanno fortuna, alè!».
La mia speranza è che tutta questa
folle ubriacatura tossica porti a una svolta decisiva nella gestione e nella
vita di queste terre. A prescindere da chi le governa o le abita. Nessuno
sfugge alla contaminazione del cibo, dell'acqua, del suolo, dell'aria.
P.S.
1. I documenti sanitari nel cassetto. La sfuriata di Zaia >> https://corrieredelveneto.corriere.it/.../pfas-zaia...
2. IL CS della
Regione, smentito dalla nota precedente, dove di parla di "cassetto".
Inoltre, i documenti - che hanno valore di salute pubblica > https://pfas.land/wp-content/uploads/2018/10/mantoanpfas.pdf - devono e
dovevano essere portati in Giunta e al Consiglio Regionale (come indicato da
Mantoan), per mettere in sicurezza la popolazione (cosa che la conferenza di
ieri ci mostra ancora incompiuta, con gli assessori addirittura assenti!), non
in Procura (sigh! - che è poi da dimostrare) o casa di Zaia (come dichiarato
qualche giorno dopo per difendersi) >> https://www.regione.veneto.it/article-detail... - Povero
Veneto
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ViPiù 30 luglio 2026 Rete Zero
Pfas Veneto: le richieste alle istituzioni dopo l’analisi dei dati Redazione |
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LA VOCE DEI
BERICI 30 luglio 2026
PFAS negli alimenti, la Regione Veneto: «Contaminazione in calo». Ma restano otto aziende fuori norma e molte domande
Redazione
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