ANNO 2026 PFAS ALIMENTI REGIONE VENETO UNA QUESTIONE ANCORA APERTA

 LA CONTAMINAZIONE  AVANZA  


Sulla contaminazione dei cibi il dott.
Giovanni Fazio ha scritto in un o dei suoi ultimi post il 22 agosto 2025:   

 PFAS E TFA INVISIBILI PER CHI GOVERNA IL VENETO                                                       

 La contaminazione avanza. La Regione tace o si autoelogia.

https://newjbi.blogspot.com/2025/08/pfas-e-tfa-invisibili-per-chi-governa.html?fbclid=IwY2xj

 Il fatto è che la Regione Veneto è da molti anni, troppi anni, che non consegna i dati alimentari. “Di fatto ha tolto per anni la possibilità di istruire una politica di prevenzione e di salute pubblica, dove il regime alimentare è fondamentale: rappresenta il vettore di PFAS più importante nei nostri corpi dopo l'acqua del rubinetto, oggi filtrata. 

Come ha sottolineato il medico ISDE Vincenzo Cordiano, «in altre nazioni hanno vietato il consumo di alimenti prodotti nelle zone ad alta contaminazione». Qui da noi, a valle della Miteni, della SPV e della TAV, del TFA della FIS, dei carboni della CHEMVIRON, nella terra di nessuno, ad altissima concentrazione di Pfas, in questi ultimi anni hanno invece piantato ettari di vigneti industriali. A conferma della vocazione di queste terre perdute: vere e proprie “zone di sacrificio ad alto reddito  (A. Peruffo).

 Una premessa, quella sopra,  per capire meglio la vicenda dell’ultimo mese,  raccontata da testate giornalistiche.   

 VICENZA TODAY  7 LUGLIO 2026 -    

Pfas alle stelle in un campione di uovo

La misurazione «monstre» pari a oltre 13mila nanogrammi su kilo è stata riscontrata in un allevamento a conduzione familiare in zona Carpeneda nel capoluogo berico. Frattanto i Comuni di Pianezze e Nove chiedono ai propri concittadini di cercare «i temutissimi derivati del fluoro» nei pozzi privati
di Marco Milioni 
https://www.vicenzatoday.it/attualita/contamianzione-uova-vicentine-derivati-fluoro-7-luglio-2026.html


VICENZA TODAY 14 LUGLIO 2026       

 Pfas nel cibo? C'è un esposto ai carabinieri del Noe

Sul caso dei derivati del fluoro rilevati in «concentrazioni mostruose»» in un uovo rinvenuto in un allevamento della città palladiana, il presidente del Consiglio comunale di Vicenza ha segnalato l'anomalia ai militari, alla Prefettura e alla Regione Veneto: alla quale ora il fronte ecologista torna a chiedere chiarezza sui monitoraggi degli alimenti

di Marco Milioni
https://www.vicenzatoday.it/attualita/presidente-consiglio-cimunale-vicentino-denuncia-carabinieri-caso-ambientale-14-luglio-2026.html

 

IL SALVAGENTE 14 LUGLIO 2026

Pfas negli alimenti, la Rete zero Pfas alla Regione Veneto: “Rendete pubblici i dati dei monitoraggi”

https://ilsalvagente.it/2026/07/14/pfas-negli-alimenti-la-rete-zero-pfas-alla-regione-veneto-rendete-pubblici-i-dati-dei-monitoraggi/?fbclid=IwY2xjawT

di Lorenzo Misuraca

 

L’INDIPENDENTE 14 LUGLIO 2026

Fragole italiane contaminate: PFAS e pesticidi in 3 campioni su 5

https://www.lindipendente.online/2026/07/14/fragole-italiane-contaminate-pfas-e-pesticidi-in-3-campioni-su-5/?utm_id=97757_v0_s00_e0_tv2_a1demonkrwb5u1&fbclid=IwY2xjawTVspVleHRuA2FlbQIxMQB

di Gianpaolo Usai 

 

VIPIU’ 14 LUGLIO 2026                                                                                                                           

Pfas oltre limite in uova di allevamento di Vicenza, Zaramella chiede intervento delle

di Andrea Polizzo

 -

Il fatto quotidiano 18 LUGLIO 2026 Ambiente

Uova con Pfas 10 volte oltre i limiti, l’atto d’accusa dei proprietari: “Ora la Regione Veneto deve darci i dati delle analisi, vogliamo sapere ciò che mangiamo”

di Giuseppe Pietrobelli 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/07/18/pfas-uova-vicenza-contaminazione-notizie/8451687/?utm_id=97757_v0_s00_e0_tv2_a1den1nfuuvmpy&fbclid=IwY2xjawT

 

 TV 7   LUGLIO 2026 servizio su PFAS NELLA CARNE il Veneto ferma alcuni prodotti

https://www.facebook.com/reel/1395708609128179

 

ISDENEWS  22 LUGLIO 2026 - La Regione Veneto ha finalmente bloccato la commercializzazione di carne e fegato con concentrazioni di PFAS superiori ai limiti. È quanto ISDE chiedeva già nel marzo 2016. Il provvedimento è necessario, ma restano aperti interrogativi sulla contaminazione di altri alimenti e sulla trasparenza dei controlli.

di Vincenzo Cordiano, presidente ISDE Veneto 22 luglio 2026

https://www.isdenews.it/pfas-negli-alimenti-il-divieto-arriva-dopo-dieci-anni-quanto-dovremo-attendere-per-vino-pesce-e-vegetali/?fbclid=Iw

 

L’ARENA. IT  23 LUGLIO 2026 Ambiente e inquinamento

Pfas, stop al commercio di carne per otto allevamenti di bovini nella zona rossa.Vietata la vendita dopo le analisi risultate oltre i limiti E ora le aziende dovranno usare l’acquedotto e fare nuovi controlli

di Luca Fiorini 

https://www.larena.it/territorio-veronese/bassa/pfas-stop-al-commercio-di-carne-per-otto-allevamenti-di-bovini-1.13078990

 

iL FATTO QUOTIDIANO - 24 Luglio 2026

Pfas, i dati della Regione Veneto: stop alimenti contaminati. Livelli in calo, ma allarme per il 5% della carne di bovini e suini. Inquinata anche l’acqua

di Luisiana Gaita e Giuseppe Pietrobelli

Il primo studio atteso da anni cerca di tranquillizzare, ma non convince: nel 5% degli allevamenti livelli elevati di Pfos e Pfoa

https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2026/07/24/pfas-i-dati-della-regione-veneto-stop-alimenti-contaminati-livelli-in-calo-ma-allarme-per-il-5-della-carne-di-bovini-e-suini-inquinata-anche-lacqua/8457341/?utm_id=977

 

greenme Ambiente 24 luglio 2026

PFAS, stop alla vendita di carne: bloccati per la prima volta i prodotti di 8 allevamenti nella zona rossa

Per la prima volta scatta in Veneto lo stop alla vendita di carne proveniente da allevamenti contaminati da PFAS. Le autorità hanno vietato la commercializzazione di alcuni prodotti di origine animale risultati oltre i limiti in 8 aziende della "zona rossa"

Francesca Biagioli

https://www.greenme.it/ambiente/pfas-stop-alla-vendita-di-carne-bloccati-per-la-prima-volta-i-prodotti-di-8-allevamenti-nella-zona-rossa-miteni/

 

VITA.IT 24 LUGLIO 2026                                                                                                       

Pfas, in Veneto la contaminazione è anche nel vino

Elisa Cozzarin LA RICERCA

https://www.vita.it/pfas-in-veneto-la-contaminazione-e-anche-nel-vino/?fbclid=IwY2xjawTVtSple

 Nota Lo  𝐬𝐭𝐮𝐝𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐚𝐅𝐨𝐬𝐜𝐚𝐫𝐢 𝐬𝐢 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐬𝐮𝐢 𝐏𝐅𝐀𝐒 𝐧𝐞𝐥 𝐯𝐢𝐧𝐨 (si scarica il PDF integralmente qui   https://l1nk.dev/hqckwub)

 

CORRIERE DEL VENETO 26 LUGLIO 25026 -                                                                                                      

Pfas in Veneto, stop alla vendita di carne e fegato contaminati: «Avviato un monitoraggio in 8 aziende»

di Roberta Polese 

https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/venezia-mestre/cronaca/26_luglio_22/pfas-in-veneto-stop-alla-vendita-di-carne-e-fegato-contaminati-avviato-un-monitoraggio-in-8-aziende-f4f9a060-8abe-4aee-9384-03a9a8cd4xlk.shtml?fbclid=Iw

 

VIPIU’ 28 LUGLIO 2026
-PFAS oltre soglia in pozzi privati nel Vicentino: scattano verifiche ambientali e sanitarie a Sandrigo e Bressanvido

 Redazione

https://www.vipiu.it/leggi/pfas-oltre-soglia-in-pozzi-privati-nel-vicentino-scattano-verifiche-ambientali-e-sanitarie-a-sandrigo-e-bressanvido/?fbclid=IwZX

 

IL PUNTNEW  28 LUGLIO 2026

REGIONE. PIANO DI SORVEGLIANZA DEI PFAS NEI PRODOTTI AGROALIMENTARI: GENERALE DIMINUZIONE DEI LIVELLI DI CONTAMINAZIONE.

Redazione

https://ilpunto.news/regione-piano-di-sorveglianza-dei-pfas-nei-prodotti-agroalimentari-generale-diminuzione-dei-livelli-di-contaminazione/?fbclid=IwY2xjawT

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Considerazioni finali del mondo attivista di cui CiLLSA fa parte

 RETE ZERO PFAS DEL VENETO                                                                            

COMUNICATO STAMPA DEL 30 LUGLIO 2026

Report Pfas 2026. Alimenti di origine animale: documento di sintesi” della Regione Veneto

Prendiamo atto del “Report Pfas 2026. Alimenti di origine animale: documento sintesi” della Regione Veneto presentato il 28 luglio 2026 in conferenza stampa a Venezia dal Segretario Regionale alla Sanità e Sociale Giancarlo Ruscitti, dalla Responsabile della Direzione Regionale Prevenzione Francesca Russo e della Direttrice dell’IZS, Antonia Ricci

Qui di seguito in allegato (allegato 01_tabella) vi proponiamo una tabella dove abbiamo messo a confronto i dati salienti del Report del 2016-2017 con quelli del Report 2026 appena pubblicato.

Precisiamo che i dati forniti dalla Regione nel Report 2026 sono espressi in nanogrammi per grammo (ng/g) di peso fresco dell’alimento. Per facilitare la lettura e la comprensione di questi dati in rapporto alle indicazioni EFSA in merito al TWI (Tolerable Weekly Income) espresso in nanogrammi per chilo (ng/kg) abbiamo preferito esprimere tutti i dati in nanogrammi per chilo (ng/kg).

*Nota bene (1 nanogrammo per grammo (ng/g) = 1000 nanogrammi per chilo(ng/kg).

 L'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha fissato già nel 2020 la dose settimanale tollerabile (TWI) per la somma dei 4 PFAS (PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS) a 4,4 ng/kg di peso corporeo alla settimana, quindi:

- Per un bambino di 15 kg la dose tollerabile a settimana è di 66 nanogrammi

- Per un ragazzo di 35 kg la dose tollerabile a settimana è di 154 nanogrammi

- Per un adulto di 60 kg la dose tollerabile a settimana è di 264 nanogrammi

Benché risulti una diminuzione delle concentrazioni di PFOA e PFOS in alimenti come il muscolo suino (che risulta dentro i limiti UE 2022/1431), PFOA e PFOS sono comunque presenti e la media dei valori è sostanzialmente invariata rispetto al precedente monitoraggio (media precedente: 320 ng/kg; media attuale: 300 ng/kg). Mentre per quanto riguarda il muscolo bovino risulta che l’8% di tutti i campioni analizzati contengono PFOS, con valori vicini o superiori (200-690 ng/kg) al limite consentito per legge (300 ng/kg).

Notiamo inoltre che il valore medio (2080 ng/kg) del PFOA nel fegato di suino è marcatamente elevato e superiore al limite massimo consentito (700 ng/kg). Non va molto meglio con il fegato di bovino nel quale anche se il PFOA rimane dentro i limiti con valori più bassi rispetto al precedente monitoraggio, per quanto riguarda il PFOS il valore medio di 1650 ng/kg è notevolmente superiore al precedente monitoraggio con un valore medio di 460 ng/kg e con campioni che arrivano fino a 12500 ng/kg quando il limite UE riporta un limite inferiore o uguale a 6000 ng/kg.

 Fonte: https://salute.regione.veneto.it/contents/2026-

Per quanto riguarda il latte, un alimento alla base della dieta dei bambini, i valori sono: PFOA fino a 50 ng/kg e PFOS fino a 70 ng/kg, quando le concentrazioni soglia UE 2022/1431 raccomandano valori di rispettivamente 20 ng/kg e 10 ng/kg.

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Vitalia Murgia (pediatra e medico ISDE) che impatto possono avere questi valori sulla dieta di un bambino. La dott.ssa Murgia ci ha risposto come segue:

“I dati, considerati da soli, spesso sembrano lontani dalla vita reale e non fanno capire quale possa essere il loro impatto su chi consuma questi alimenti. Se un bimbo di 1-2 anni di peso medio consuma settimanalmente anche solo 500 ml di latte (PFOS a 70 ng/kg: 35 ng), due porzioni da 50 g di carne bovina (PFOS da 20 a 69 ng/KG) e due uova (PFOS 200

ng/kg: circa 20–22 ng) supera la dose settimanale tollerabile di 4,4 ng/kg con il solo PFOS. In pratica, l’assunzione settimanale minima stimata di solo PFOS può già far superare al bimbo il valore tollerabile EFSA previsto per la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS. Poiché questi alimenti rappresentano solo una parte della dieta settimanale di un bambino, l’entità dell’assunzione complessiva potrebbe essere abbondantemente sottostimata”.

Per le uova come già riportato nel Report 2026 “risultati del 2016-2017 mostravano un intervallo di valori fortemente influenzato dagli allevamenti familiari". Pertanto, si presume che i monitoraggi siano stati eseguiti su allevamenti intensivi e che quindi i due dati non si possano mettere a confronto. Ci chiediamo perché, a fronte dei valori oltre i limiti ottenuti con il primo monitoraggio, e nell’ottica di far emergere eventuali variazioni nel tempo come è d’obbligo

fare in qualunque progetto di monitoraggio, non siano stati considerati questa volta anche gli allevamenti familiari che ricadono dentro la zona contaminata.

Teniamo inoltre a precisare che, nel monitoraggio, le aziende agricole estrapolate dalla Banca Dati Anagrafe Zootecnica iscritte alla data del 26/08/2021 sono nr.651, così suddivise: nr. 58 area ad alta intensità – nr. 116 area a media intensità – nr. 477 area a bassa intensità. Le prime 58 aziende sono state oggetto tutte del monitoraggio. Le seconde 116 aziende solo per il 50%. Le ultime 477 solo per il 10%. Vorremmo comprendere meglio con quali criteri sono state fatte queste scelte e la precisa localizzazione delle aziende oggetto di monitoraggio con i relativi risultati, attendiamo quindi il rapporto tecnico completo.

Prendiamo atto della decisione della Regione Veneto di ritirare dal mercato alcuni prodotti. Tuttavia chiediamo di rendere noto:

- le modalità e la tempistica con cui sono stati gestiti i prodotti risultati superiori ai limiti di legge;

- a quale data si riferiscono i valori individuati;

- quali procedure di rintracciabilità e controllo sono state messe in atto per quanto riguarda i prodotti già in commercio;

- quali piani di intervento sono stati messi in atto e quali sostegni sono stati proposti alle aziende agricole.

Proponiamo che venga istituito un sistema stabile di informazione pubblica, che consenta ai cittadini di essere tempestivamente informati quando emergono non conformità rilevanti o vengono adottati provvedimenti a tutela della sicurezza alimentare.

Chiediamo un piano straordinario di monitoraggio ambientale e sanitario, interventi tempestivi di bonifica e messa in sicurezza del territorio, controlli rigorosi e trasparenza nella diffusione dei dati. Chiediamo inoltre un confronto diretto e pubblico con la Regione, affinché le decisioni siano assunte ascoltando anche le comunità che convivono con questa contaminazione da anni.

Le istituzioni hanno il dovere di prevenire nuovi episodi di contaminazione, ridurre i rischi esistenti e garantire la massima protezione della salute e dell'ambiente.

All. 01 tabella



Concludiamo con il

 REPORT PFAS 2026 Alimenti di origine animale: documento di sintesi della Regione Veneto

https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fsalute.regione.veneto.it%2Fcontents%2F2026-07%2FREPORT%2520PFAS%25202026_%2520Alimenti%2520di%2520origine%2520animale%2520documento%2520di%2520sintesi.pdf%3FVersionId%3DaUcUGwGY9qOsFRxbTT70PJNYKgUvkmcp%26fbclid%3DIwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBEwdGxxQkxucW44VlAxYXgyeHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5Qj6EndSG5SKP5cka0zse-sZPEoJSZi9jN6THoCq4-SoDlHgn-kZlA8C38RQ_aem_wE8CDhBI9-EU2AZH6I0i7Q&h=

 e la nota di Alberto Peruffo del 29 luglio 2026 in Facebook degna di riflessione

L'IMPROVVISO E PREOCCUPANTE COLLASSO DI CREDIBILITÀ DELLA REGIONE VENETO. I DATI AGROALIMENTARI

Non siamo noi attivisti e semplici cittadini a dirlo. Ma un'autorevole voce di fronte alla recita di ieri pomeriggio. Basta vedere l'intervista di Russo e Ricci al TGR. Stanno recitando? Dalla loro postura e dai loro occhi sembrano dire cose a cui non credono loro stesse. Basta poi leggere quello che scrive il dottor chirurgo Zaramella, figura centrale dell'AULSS 8 e portavoce istituzionale dell'Osservatorio ambientale sul rischio di inquinamento da PFAS del Comune di Vicenza. Leggetelo qui. È molto preoccupante >

https://www.facebook.com/photo?fbid=1758284902183271&set=a.256628639015579

Di fatto, ciò che emerge richiama quanto già trattato nel mio precedente post sull'argomento uova e alimenti. A rimarcare questo improvviso collasso è la stessa convocazione della conferenza stampa, anch’essa improvvisa, di ieri, al Palazzo delle Grandi Stazioni di Venezia. Attenzione: i cittadini non vengono avvertiti per niente, pur essendo stati loro a chiedere i dati e ad aver messo alle corde la Regione dopo aver pubblicato dati indipendenti. La Regione, già uscita in difesa nelle settimane scorse con dichiarazioni da supportare, fa invece un CS sul suo sito poche ore prima della conferenza, senza inviarlo a tutte le parti in causa. La stessa stampa non è avvertita come si deve. I dati infine rilasciati nella conferenza (vedi servizio del TGR allegato, al minuto 5) sono carenti e oggettivamente inqualificabili >> https://www.rainews.it/.../TGR-Veneto-del-28072026-ore...

Questa perdita di credibilità - che annunciava il collasso - l'avevamo già assaporata durante la recentissima Conferenza dei Servizi sulla bonifica della settimana scorsa. A 6 anni dall'incarico Droli-Ramina del Comune di Trissino e Regione, zero risultati. Di bonifica vera e propria ancora non si parla, progetto alla mano. Il progetto di ICIG viene contestato dallo stesso ISPRA nazionale e preconizza invece una MISP (una messa in sicurezza permanente, che non è una bonifica). Per non parlare della gestione delle acque contaminate e filtrate di barriere e acquedotti, citate dalle stesse intervistate, Russo e Ricci. Chiedete a loro, ancelle della salute e della prevenzione, dove finiscono i Pfas raccolti dai carboni attivi? Chiedetelo al direttore dell'Arpav. A Legnago, in Abruzzo o in Lombardia? Chiedete. E il collasso sistemico diventerà un prolasso personale.

Cosa fare? Bisogna portare in Corte Europa dei diritti umani, negati (come sono il diritto alla corretta informazione, necessaria alla precauzione, e fondante il diritto alla salute), la Regione Veneto, negazione che già la Missione Pfas ONU ha certificato nel 2021; bisogna denunciare i dirigenti responsabili della stessa Regione alle Procure penali italiane, per aver concorso a veicolare cibo contaminato, consapevolmente, trattenendo per anni dati fondamentali o esprimendoli in un modo che la scienza alimentare e medica ritengono fallace e potenzialmente pericoloso e criminale secondo il codice penale (art. 439).

In argomenti di pene, morali e giuridiche, di "visioni alimentari", è il momento di citare una memoria storica personale, direi positivamente attuale, visto che sarà aggiornata a fine settembre: nell'aprile del 2019, intervistato in diretta su Rai Radio 1, espressi questa mancanza di fiducia/credibilità nei confronti della Regione Veneto in modo chiaro e rigoroso, richiamando i fatti di allora (ricordiamo che la Regione - in piena emergenza PFAS - nel 2014 e 2017 rinnovò l'AIA per permettere alla Miteni di continuare a produrre; e che nel 2016 ostacolò gli studi sugli impatti sanitari [1]). Chiosai con questa frase finale, testuale e spontanea, che allora neppure io potevo prevederne il peso: «Diro di più, la Regione Veneto crollerà sulla questione alimentare». Correva l'anno 2019.

A me dispiaceva dirlo, perché la Regione siamo noi. Ma erano i fatti di chi stava amministrando malamente la questione Pfas, tenuta latente per decenni e, in quel periodo, indebitamente, spostata sul Po. Il giorno dopo l'intera Giunta Regionale del Veneto, per quelle parole - con un CS posticcio e fazioso [2], decontestualizzato e stralciato - avviò una procedura penale contro di me. Perché la sbugiardai in diretta? Processo ancora in corso.

Che dire dopo 7 anni e qualche mese? Cosa potevano fare allora per evitare il crollo? Zittire? Intimidire? Visto che non avevano argomenti? Ma solo spannometrie. Come oggi e come ieri. Vedremo come finirà. Considerato che nel frattempo abbiamo vinto il primo grado del Processo Miteni, dove la Regione è parte civile, solo come istituzione (la quale siamo noi, cittadini), non certo per merito. E Bottacin è stato abbandonato da solo - dai suoi con/giunti - a Belluno.

Nel frattempo - calcando sul verbo giungere di Giunta e congiunti - il crollo-collasso è "giunto". Ieri dunque l'atto finale. È stato sufficiente gettare qualche uovo marcio - le settimane scorse - contro il decennale muro di gomma, congiunto malamente, che improvvisamente è diventato inconsistente farina.

La torta avvelenata per i Veneti è ora servita. La si può accompagnare con un buon Prosecco Industriale ai pesticidi o da un Durello di Plume doc. Torta e vino annunciati dal classico brindisi: «i pessimisti non fanno fortuna, alè!».

La mia speranza è che tutta questa folle ubriacatura tossica porti a una svolta decisiva nella gestione e nella vita di queste terre. A prescindere da chi le governa o le abita. Nessuno sfugge alla contaminazione del cibo, dell'acqua, del suolo, dell'aria.

P.S. 

1. I documenti sanitari nel cassetto. La sfuriata di Zaia >> https://corrieredelveneto.corriere.it/.../pfas-zaia...

2. IL CS della Regione, smentito dalla nota precedente, dove di parla di "cassetto". Inoltre, i documenti - che hanno valore di salute pubblica > https://pfas.land/wp-content/uploads/2018/10/mantoanpfas.pdf - devono e dovevano essere portati in Giunta e al Consiglio Regionale (come indicato da Mantoan), per mettere in sicurezza la popolazione (cosa che la conferenza di ieri ci mostra ancora incompiuta, con gli assessori addirittura assenti!), non in Procura (sigh! - che è poi da dimostrare) o casa di Zaia (come dichiarato qualche giorno dopo per difendersi) >> https://www.regione.veneto.it/article-detail... - Povero Veneto


ViPiù 30 luglio 2026

Rete Zero Pfas Veneto: le richieste alle istituzioni dopo l’analisi dei dati

Redazione

 

 

https://www.vipiu.it/leggi/rete-zero-pfas-veneto-le-richieste-alle-istituzioni-dopo-lanalisi-dei-dati/?fbclid=IwdGRzaATZUiVjbGN

 

LA VOCE DEI BERICI  30 luglio 2026

PFAS negli alimenti, la Regione Veneto: «Contaminazione in calo». Ma restano otto aziende fuori norma e molte domande 

Redazione  

https://www.vocedeiberici.it/pfas-negli-alimenti-la-regione-veneto-contaminazione-in-calo-ma-restano-otto-aziende-fuori-norma-e-molte-domande/?fbclid=IwY

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 (D.A.)

 

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