ARTISTI NO PFAS - 7 FEBBRAIO 2026 MOSTRA E DEDICA A GIOVANNI FAZIO
PROGETTO TERRA NOSTRA - L'ARTE A DIFESA DELL'AMBIENTE
ARTISTI NO PFAS "UNA PRESA DI COSCIENZA"
Nell' ambito della mostra allestita, che raccoglie le opere di 36 artisti dedicate al tema delle contaminazione di sostanze poli e perfluoroalchiliche, note come PFAS, il 7 febbraio 2026 il Maestro Bepi De Marzi ha proposto come tema “IL CANTILENARE DEGLU ULTIMI VENETI”.
Mi aveva scritto, prima, che avrebbe commemorato anche Titta.
La commozione è stata fortissima e le lacrime non si sono fatte attendere quando ha ricordato certe battute di Titta che io conosco bene, le sue origini siciliane, le chiacchierate sulla gente del Veneto, il suo amore per i pazienti, la sua capacità di ascolto, la sua sete di Giustizia tanto da avere fondato una associazione speciale che punta al Lavoro, alla Legalità alla Salute e all’Ambiente (CiLLSA).
Alla fine, il Maestro ha fatto cantare al pubblico “Alla Miteni abbiamo
fatto“, una parodia sull’ aria di Bella ciao.

Grazie Bepi
Con gratitudine Donata
Nota. La mostra è bellissima. Ho fotografato tutte le opere per
portarle nelle scuole
Rimando alle parole d Alberto Peruffo per il significato della mostra https://casacibernetica.cloud/2026/02/06/arte-e-pfas-artisti-no-pfas-alla-nuova-galleria-civica-di-montecchio-maggiore-una-collettiva-nellepicentro/?fbclid=
+++
Ricevo una 'dedica' speciale sull'evento del 7 febbraio.
Abbraccio l’autrice, attivista di CiLLSA.
Sfilano
immagini, appese alle pareti di questa galleria d’arte, come testimoni di una
realtà che i nostri occhi non possono vedere.
È una realtà
nascosta sotto i letti dei fiumi, scorre con le acque che non nutrono il cibo
dell’uomo, Che trascinano sostanze che guastano il latte di madre.
Non si ferma
in superficie, Penetra nel cuore della terra, Si scherma di invisibile come
nebbia.
Sfila anche la
gente, che incredula o cosciente, si indigna additando responsabili da
accusare.
Non è poca
cosa questo giorno di presenza a un richiamo della natura avvelenata.
È un deciso
segno del sentire nel nostro tessuto etico lo sfibrarsi del rispetto.
Anche una
magica e gioiosa sonata per pianoforte è un dono di generosa sensibilità.
Note e canti
dedicati a chi ha sostenuto il no allo sfregio della pianura, dei fiumi, delle
valli hanno accompagnato il nostro ascolto per darci ancora la forza di
camminare con il braccio teso dell’opposizione al male.
Grazie
artisti!
Grazie Bepi De
Marzi!
Grazie
Titta!”






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