ACQUE DEL CHIAMPO E IL GIARDINO DELL'ACQUA CHIARA IN MEMORIA DEL DOTT GIOVANNI FAZIO

 

                                   ph di Federico Bevilacqua - Ritratto di Giovanni Fazio 


Il SERVIZIO DI RAI TRE 

https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2026/04/reflui-della-concia-il-depuratore-di-arzignano-vicenza-punta-sullozono--1feef181-a037-49f7-84c5-810dae96f849.html



 Il SERVIZIO DI TVA VI  

https://tvavicenza.gruppovideomedia.it/it/on-demand/telegiornali/tva-notizie-prima-edizione?id=134065&clip=134069


L'ARTICOLO  DI RETE ZERO PFAS 

Veneto | Il Giardino dell’acqua chiara è dedicato a Giovanni “Titta” Fazio                         https://www.zeropfas-italia.org/?p=972   

                                                                                              

 L'ARTICOLO DEL GIORNALE DI VICENZA 



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CERIMONIA DI INAUGURAZIONE  

"Giardino dell'Acqua Chiara" 22 APRILE 2026 - INVITO  



ANTEFATTI 

LA PROPOSTA DEL PRESIDENTE ACQUE DEL CHIAMPO 

Il Giardino dell'Acqua Chiara

Proposta di intitolazione alla memoria del   Dott. Giovanni “Titta” Fazio medico ed ambientalista

Signori Consiglieri,

mi presento oggi davanti a questo Consiglio con una proposta che va oltre l’ordinaria amministrazione. Non vi chiediamo di approvare un progetto — quello è già compiuto, e pronto per essere al servizio del territorio.

Vi chiediamo qualcosa di diverso: di dare un nome a quell’opera. Di consegnare a un luogo un’anima.

Il Giardino dell’Acqua Chiara è nato come spazio di trasparenza verso la comunità: un luogo dove l’acqua depurata — quella stessa acqua che ogni giorno trattiamo con tecnologie avanzate prima di restituirla all’ambiente — scorre visibile, udibile, toccabile. Non un comunicato stampa, non una tabulato di dati o grafici, ma abbiamo voluto che sia l’acqua stessa, libera di parlare per sé.

Un atto di fiducia nei confronti dei cittadini, delle istituzioni, delle future generazioni.

Riteniamo che questo spazio meriti di portare il nome di chi, con infinita passione e con mezzi ben più limitati, aveva già capito tutto questo.

Chi era il Dottor Giovanni “Titta” Fazio (1938-2025)

Giovanni Fazio — per tutti “Titta” — è stato medico, uomo di scienza e voce civile in un tempo in cui occuparsi dell’ambiente non era ancora una priorità condivisa.

Nella Valle del Chiampo, quando il distretto conciario cresceva in potenza e produzione, lui era tra coloro che si facevano carico del domani: della salute delle persone, della qualità dell’acqua, della lotta ai nuovi inquinanti emergenti quali i PFAS, del rapporto tra progresso economico e sostenibilità ambientale.

Non era un ambientalista per moda o per contrapposizione. Era un medico che sapeva leggere il territorio come un paziente: con attenzione, con rispetto, con la consapevolezza che certi sintomi, se ignorati, diventano malattie difficili da guarire. 1 di 14

La sua sensibilità per l’acqua, per il fiume, per l’ecosistema della valle non era astratta: era concreta, radicata, vissuta.

Il lavoro che Acque del Chiampo ha compiuto in questi anni — e che questo giardino testimonia — è in larga misura una risposta alle domande che persone come lui avevano il coraggio di porre.

Perché questo nome, in questo luogo

Non è un caso che il Giardino dell’Acqua Chiara sorga esattamente nel punto terminale del ciclo di depurazione, là dove l’acqua lascia l’impianto e torna a fare parte del paesaggio. È il punto di massima responsabilità: dopo tutto il processo tecnologico, dopo le vasche di ossidazione biologica, dopo l’innovativo impianto di ozonizzazione che abbiamo realizzato con un investimento di oltre 15 milioni di euro, è qui che l’acqua che scarichiamo si rivela per quello che è.

Abbiamo realizzato un giardino con un ruscello alimentato dall’acqua depurata, che scorre tra pietre evocative delle Piccole Dolomiti e si distende verso la pianura. Percorsi tra piante aromatiche ed essenze locali. Un luogo aperto alle scolaresche, ai cittadini, alle istituzioni. Non un museo della tecnica, ma uno spazio sensoriale dove la qualità del nostro lavoro diventa esperienza diretta, percepibile con gli occhi, con le mani, con l’olfatto, con l’udito.

Intitolare questo giardino al Dottor Fazio significa riconoscere che la strada che percorriamo oggi ha radici in una visione che qualcuno aveva già tracciato. Significa dire alla comunità che la memoria di chi ha servito il territorio con integrità intellettuale e passione civile non viene dimenticata. Significa anche fare qualcosa di più sottile: unire in un unico gesto la gratitudine verso il passato e la responsabilità verso il futuro.

L’acqua che scorre in quel ruscello ha percorso un lungo viaggio: è entrata nell’impianto come refluo industriale tra i più complessi d’Europa, carico di cromo, di sostanze organiche, di tutto ciò che la concia del cuoio porta con sé. Ne esce con parametri di eleva qualità depurativa. Quel viaggio è il racconto della nostra storia e del nostro lavoro. Il giardino ne è il finale visibile.

Per decenni, nell’immaginario collettivo della Valle del Chiampo, l’acqua di scarico industriale è stata considerata un "non-detto": una realtà ingombrante da celare, un 2 di 14

flusso che doveva scorrere invisibile dentro tubazioni interrate, quasi a voler nascondere le contraddizioni di uno sviluppo economico accelerato.

Il vecchio paradigma del 'tubo interrato' – quel silenzio artificiale dove l’acqua scorreva nell’ombra, alimentando dubbi e timori – cede oggi il passo alla filosofia del Giardino trasparente: un luogo dove la cura si fa paesaggio e la trasparenza diventa respiro.

Rendere l’acqua depurata visibile, udibile, annusabile e toccabile attraverso un ruscello scoperto non è una scelta estetica, ma un atto di trasparenza radicale. È la firma di un patto di onestà tra l'industria e la cittadinanza: l’acqua torna a parlare per sé stessa, mostrandosi allo sguardo di tutti come prova tangibile di un impegno passato, presente e futuro verso le generazioni che verranno.

La proposta al Consiglio

Propongo al Consiglio di Amministrazione di deliberare l’intitolazione del Giardino dell’Acqua Chiara alla memoria del Dott. Giovanni “Titta” Fazio, medico ed ambientalista.

L’intitolazione verrà resa visibile con una targa sobria e duratura collocata all’ingresso del giardino, che riporti il nome del Dottore e una breve dicitura che ne ricordi la figura. Il testo della targa sarà definito in accordo con la famiglia, con la quale si concorderanno le modalità della cerimonia inaugurale.

Crediamo che questo gesto — semplice nella forma, profondo nel significato — sia coerente con i valori che Acque del Chiampo vuole incarnare: trasparenza, radicamento nel territorio, rispetto per chi l’ha servito con onestà.

Renzo Marcigaglia

Presidente, Acque del Chiampo S.p.A.                           20/ 03/ 2026 


LA  DELIBERA ( CDA ACQUE DEL CHIAMPO)  

Il Presidente passa a porre in esame il secondo punto all’ordine del giorno:

2) “Il Giardino dell’Acqua Chiara”. Proposta di intitolazione alla memoria del dott. Giovanni “Titta” Fazio, medico ed ambientalista.

Il Presidente procede ad illustrare la proposta di intitolazione del “Giardino dell’Acqua Chiara” alla memoria del Dott. Giovanni “Titta” Fazio.

Non chiedo di approvare un progetto — quello è già compiuto, e pronto per essere al servizio del territorio. Chiedo di dare un nome a quell’opera. Di consegnare a un luogo un’anima.

Il Giardino dell’Acqua Chiara, realizzato allo scarico dell’impianto di depurazione di Arzignano, è nato come spazio di trasparenza verso la comunità: un luogo dove l’acqua depurata — quella stessa acqua che ogni giorno trattiamo con tecnologie avanzate prima di restituirla all’ambiente — scorre visibile, udibile, toccabile.

Non un comunicato stampa, non un tabulato di dati o grafici, ma abbiamo voluto che sia l’acqua stessa, libera di parlare per sé.

Un atto di fiducia nei confronti dei cittadini, delle istituzioni, delle future generazioni.

Riteniamo che questo spazio meriti di portare il nome di chi, con infinita passione e con mezzi ben più limitati, aveva già capito tutto questo.

Chi era il Dottor Giovanni “Titta” Fazio (1938-2025)

Giovanni Fazio — per tutti “Titta” — è stato medico, uomo di scienza e voce civile in un tempo in cui occuparsi dell’ambiente non era ancora una priorità condivisa.

Nella Valle del Chiampo, quando il distretto conciario cresceva in potenza e produzione, lui era tra coloro che si facevano carico del domani: della salute delle persone, della qualità dell’acqua, della lotta ai nuovi inquinanti emergenti quali i PFAS, del rapporto tra progresso economico e sostenibilità ambientale.

Non era un ecologista per moda o per contrapposizione. Era un medico che sapeva leggere il territorio come un paziente: con attenzione, con rispetto, con la consapevolezza che certi sintomi, se ignorati, diventano malattie difficili da guarire.

La sua sensibilità per l’acqua, per il fiume, per l’ecosistema della valle non era astratta: era concreta, radicata, vissuta.

Il lavoro che Acque del Chiampo ha compiuto in questi anni — e che questo giardino testimonia — è in larga misura una risposta alle domande che persone come lui avevano il coraggio di porre.

Perché questo nome, in questo luogo

Non è un caso che il Giardino dell’Acqua Chiara sorga esattamente nel punto terminale del ciclo di depurazione, là dove l’acqua lascia l’impianto e torna a fare parte del paesaggio.

È il punto di massima responsabilità: dopo tutto il processo tecnologico, dopo le vasche di ossidazione biologica, dopo l’innovativo impianto di ozonizzazione che abbiamo realizzato con un investimento di oltre 15 milioni di euro, è qui che l’acqua che scarichiamo si rivela per quello che è.

Abbiamo realizzato un giardino con un ruscello alimentato dall’acqua depurata, che scorre tra pietre evocative delle Piccole Dolomiti e si distende verso la pianura.

Percorsi tra piante aromatiche ed essenze locali. Un luogo aperto alle scolaresche, ai cittadini, alle istituzioni. Non un museo della tecnica, ma uno spazio sensoriale dove la qualità del nostro lavoro diventa esperienza diretta, percepibile con gli occhi, con le mani, con l’olfatto, con l’udito.

Intitolare questo giardino al Dottor Fazio significa riconoscere che la strada che percorriamo oggi ha radici in una visione che qualcuno aveva già tracciato.

Significa dire alla comunità che la memoria di chi ha servito il territorio con integrità intellettuale e passione civile non viene dimenticata.

Significa anche fare qualcosa di più sottile: unire in un unico gesto la gratitudine verso il passato e la responsabilità verso il futuro.

L’acqua che scorre in quel ruscello ha percorso un lungo viaggio: è entrata nell’impianto come refluo industriale tra i più complessi d’Europa, carico di cromo, di sostanze organiche, di tutto ciò che la concia del cuoio porta con sé. Ne esce con parametri di elevata qualità depurativa. Quel viaggio è il racconto della nostra storia e del nostro lavoro. Il giardino ne è il finale visibile.

Per decenni, nell’immaginario collettivo della Valle del Chiampo, l’acqua di scarico industriale è stata considerata un "non-detto": una realtà ingombrante da celare, un flusso che doveva scorrere invisibile dentro tubazioni interrate, quasi a voler nascondere le contraddizioni di uno sviluppo economico accelerato.

Il vecchio paradigma del 'tubo interrato' – quel silenzio artificiale dove l’acqua scorreva nell’ombra, alimentando dubbi e timori – cede oggi il passo alla filosofia del Giardino trasparente: un luogo dove la cura si fa paesaggio e la trasparenza diventa respiro.

Rendere l’acqua depurata visibile, udibile, annusabile e toccabile attraverso un ruscello scoperto non è una scelta estetica, ma un atto di trasparenza radicale. È la firma di un patto di onestà tra l'industria e la cittadinanza: l’acqua torna a parlare per sé stessa, mostrandosi allo sguardo di tutti come prova tangibile di un impegno passato, presente e futuro verso le generazioni che verranno.

Propongo al Consiglio di Amministrazione di deliberare l’intitolazione del Giardino dell’Acqua Chiara alla memoria del Dott. Giovanni “Titta” Fazio, medico ed ecologista.

L’intitolazione verrà resa visibile con una targa sobria e duratura collocata all’ingresso del giardino, che riporti il nome del Dottore e una breve dicitura che ne ricordi la figura. Il testo della targa sarà definito in accordo con la famiglia, con la quale si concorderanno le modalità della cerimonia inaugurale.

Crediamo che questo gesto — semplice nella forma, profondo nel significato — sia coerente con i valori che Acque del Chiampo vuole incarnare: trasparenza, radicamento nel territorio, rispetto per chi l’ha servito con onestà.

Tutto ciò premesso, il Consiglio di Amministrazione

delibera

all’unanimità dei presenti di:

approvare l’intitolazione del “Giardino dell’Acqua Chiara” alla memoria del Dott. Giovanni “Titta” Fazio, medico ed ecologista.


INAUGURAZIONE DEL GIARDINO

 (Partecipazione dei familiari, delegazione di  CILLSA e di attivisti) 

Dopo l'intervento del presidente Acque del Chiampo Renzo Marcigaglia  e della consigliera regionale (ex sindaco di Arzignano)  Alessia Bevilacqua, c'è stato l'intervento della Famiglia Fazio  



Ha parlato
 Donata, dedicando, con profonda commozione,  al suo Titta, le note di un violino.    



 “HASTA SIEMPRE”! Titta, ha concluso  Donata 

Noi pronti continuiamo Come fossimo insieme a te…E ti diciamo Arrivederci per sempre" 

 


IL DISCORSO INTEGRALE DI DONATA 


 IL TAGLIO DEL NASTRO E LA TARGA INTESTATA AL DOTT.  FAZIO 


IL RISULTATO  







     
 Nell' ampolla a destra (trasparente) l'acqua depurata, così come viene scaricata da Acque
del Chiampo al termine del processo depurativo (vedasi il piccolo ruscello dove scorre prima di uscire fuori dall'impianto).                                                                              
Nella bottiglia a sinistra (scura ) il refluo conciario come arriva dalle concerie.

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Ringraziamo Acque del Chiampo e il suo presidente  per questa iniziativa tesa a ricordare pubblicamente la memoria di un uomo che si è sempre speso per il territorio. Il dott.  Giovanni Fazio ha sempre visto la  difesa dell'ambiente come un atto di giustizia verso le generazioni future e una liberazione dalle "contaminazioni del profitto. 



Redazione CiLLSA 



ALLEGATO 

IL GIARDINO DELL'ACQUA CHIARA _ Concept

 Il nome "Giardino dell'acqua chiara", ispirato dalla poetica sensibilità della canzone del Maestro Bepi De Marzi, evoca un luogo di purezza e rigenerazione dove l'elemento vitale torna a scorrere limpido, facendosi riflesso di una natura ritrovata e di un impegno corale per la bellezza del nostro territorio.

Il “Giardino dell'Acqua Chiara” sorge all'interno dell'area impiantistica del depuratore di Arzignano, gestito da Acque del Chiampo. La sua collocazione non è casuale: si trova esattamente nel punto terminale del ciclo di depurazione, là dove l'acqua trattata lascia l'impianto e torna a fare parte del paesaggio e del territorio. Nelle immediate vicinanze dell'impianto fotovoltaico, il giardino occupa uno spazio che fino ad oggi era inutilizzato e che diventa ora un luogo di narrazione, contemplazione e incontro.


Il cuore del progetto: l'acqua come protagonista

Il fulcro del giardino è un ruscello alimentato direttamente con l'acqua (di scarico) in uscita dal depuratore, al termine dell'intero processo di trattamento. Questa scelta non è decorativa, ma profondamente simbolica e comunicativa: mostrare l'acqua — vederla scorrere, sentirne la freschezza, poterla toccare — è il modo più immediato e autentico per raccontare la qualità del lavoro svolto. L'obiettivo primario è comunicare con trasparenza assoluta la reale qualità dell'acqua depurata che Acque del Chiampo è in grado di restituire all'ambiente, dopo un processo tecnologicamente avanzato e rigoroso. Non grafici, non numeri, non comunicati stampa: solo l'acqua stessa, visibile e tangibile, a parlare per sé.Il giardino diventa così uno spazio di osservazione aperto a visitatori, ospiti, istituzioni e scolaresche, capace di rendere comprensibili — in modo sensoriale prima ancora che razionale — i grandi progressi ottenuti nella depurazione sia civile che industriale. Un luogo dove la fiducia si costruisce attraverso l'esperienza diretta.

Il paesaggio come racconto: dalle montagne alla pianura

 Il progetto architettonico si ispira profondamente al territorio della Valle del Chiampo, traducendone i tratti geografici e identitari in forme, materiali e spazi vissuti.

A delimitare il giardino è una quinta scenografica composta da lastre di pietra posizionate verticalmente, con un taglio irregolare e punte che evocano con immediatezza le creste delle Piccole Dolomiti, le montagne che segnano il confine e l'orizzonte di questa valle. Da queste rocce sgorga l'acqua, come accade in natura sulle pareti d'alta quota: scende lungo il fianco della pietra, accompagnando metaforicamente il cammino dell'acqua lungo la Valle del Chiampo. Il flusso poi si quieta, cambia passo, e scorre attraverso un nuovo canale dal profilo dolcemente inclinato, che richiama la pianura che si apre oltre le colline.

La leggera pendenza non è solo funzionale: è pensata per invitare lo sguardo a seguire l'acqua, a osservarla nella sua traiettoria, a darle il tempo di essere guardata, controllata, meditata. L'acqua che scorre non è solo depurata: è un racconto che si svolge davanti agli occhi.

 


I percorsi: geometrie del paesaggio

I percorsi interni al giardino non seguono una logica imposta dall'esterno, ma emergono dal paesaggio stesso: dalla forma naturale del terreno, dalla presenza degli alberi esistenti, dagli incroci e dalle ombre che questi generano. Ne nascono piccole geometrie organiche, che definiscono spazi di sosta e di osservazione, prospettive inattese e angoli di luce variabili nel corso delle stagioni. Le diverse aree verdi accolgono semine differenziate: prati fioriti, piante aromatiche, essenze locali che restituiscono colori e profumi mutevoli. Ogni visita può offrire un'esperienza diversa, un nuovo punto di vista, un nuovo approccio alla comprensione di questo luogo e di ciò che rappresenta.

Un luogo di senso

Il Giardino dell'Acqua Chiara non è semplicemente uno spazio verde. È un atto di trasparenza verso la comunità, una dichiarazione di responsabilità nei confronti del territorio e dell'acqua che lo attraversa. È il racconto — fatto di pietra, di piante, di suono dell'acqua — di come sia possibile restituire alla natura ciò che le appartiene, in modo pulito, rispettoso, e degno di essere mostrato.

 

 
IL NUOVO IMPIANTO DI OZONIZZAZIONE

L'ozonizzazione consiste in un Trattamento di ossidazione avanzata con utilizzo di ozono per decolorazione refluo, disinfezione e miglioramento qualità dell'acqua.

L'impianto di depurazione di Arzignano tratta i reflui conciari mediante un processo articolato tra pre-trattamenti, primari, trattamenti biologici, flottazione e finale di chiariflocculazione per consegnare le acque depurate al collettore consortile ARICA.

Sulla base dell'esperienza operativa si è visto che i trattamenti descritti consentono di raggiungere valori importanti di rimozione del cromo ed adeguato grado di decolorazione del refluo; tuttavia con il potenziamento con ozono prima del trattamento finale di chiariflocculazione si ottengono risultati di gran lunga positivi.


  OPERE E INVESTIMENTI PER IMPIANTO AD OZONO

Per realizzare il nuovo comparto ad ozono, a supporto del trattamento finale, sono stati demoliti degli ispessitori esistenti non più in uso, facendo spazio alle nuove 3 vasche interrate di contatto con l'ozono in forma gassosa, di dimensioni complessive in pianta pari a circa 27 m di lunghezza per 11 m di larghezza ed una profondità di circa 4,5 m.

In uscita è stata costruita una vasca per la riduzione del cromo dove vi è poi una sezione di sollevamento e un’ulteriore vasca parzialmente coperta per iniziare la fase del trattamento terziario.

È stato inoltre realizzato un nuovo edificio ad L con dimensioni in pianta di circa 58x9 m sul lato lungo e 22x5.5 m sul lato corto con altezza pari a circa 8 m da piano campagna per alloggiare gli impianti necessari al funzionamento come la nuova cabina elettrica, i generatori e distruttori di ozono, le pompe per il raffreddamento, la ricompressione dell'ossigeno.

I lavori sono iniziati a fine 2020 e sono terminati nel 2023; la fase conclusiva dei collaudi tecnico-amministrativi risale a maggio 2025.

Il costo dell'opera è di 15.460.000 Euro di cui 7.800.000 Euro finanziati dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).

CAPACITA’ DI TRATTAMENTO

Il nuovo comparto ad ozono è in grado di trattare fino ad un massimo di 1.800 m3/ora di refluo in ingresso alla vasca di contatto e riesce a produrre circa 130kg/ora di ozono da ossigeno.

L'ozono viene immesso nel refluo mediante miscelazione nella vasca di contatto in condizioni stagne (per ragioni di sicurezza) dove reagisce ed avviene l'azione ossidante con dissociazione delle sostanze presenti con la propria marcata reattività.

 

I RISULTATI DEL TRATTAMENTO AD OZONO

L'azione ossidante dell'ozono migliora le performance dell'impianto di depurazione ed in particolare su tre aspetti fondamentali e strategici:

● Ulteriore abbattimento del carico organico (COD) residuo;

● Riduzione ulteriore del cromo (Cr totale);

● Decolorazione del refluo;

● Disinfezione del refluo;

● Ulteriore abbattimento dei solidi sospesi.

 

Estratto Parametri in abbattimento - Rif. Relazione tecnica 10/1/2025 - Collaudo funzionale della sezione di ozonizzazione dell'impianto di depurazione di Arzignano (VI). Parametro

Abbattimento Medio (Dosaggio Ozono 75 mg/l)

COD (Domanda Chimica di Ossigeno)

- 35%

TOC (Carbonio Organico Totale)

- 25%

Cromo Totale

- 32%

Colore (Assorbanza a 400 nm)

- 50%

Colore (Assorbanza a 254 nm)

- 13%

 

  FASE DI CHIARIFLOCCULAZIONE: ULTIMO PROCESSO DOPO IL COMPARTO AD OZONO

Dopo il trattamento con ozono, il processo di depurazione non è ancora completamente concluso. Per garantire un’acqua ancora più pulita e sicura prima dello scarico finale, viene inserita un’ulteriore fase chiamata chiariflocculazione.

L’ozono è un ossidante molto efficace: elimina odori, riduce il colore e degrada molte sostanze inquinanti complesse. Tuttavia, può trasformare alcune molecole senza eliminarle del tutto e può lasciare in sospensione piccole particelle difficili da rimuovere. La chiariflocculazione serve proprio a completare e stabilizzare il lavoro svolto dall’ozono.

Questa fase completa quella iniziata nella vasca di contatto a valle dell’ozonizzazione. Aggiungendo prodotti chimici come polielettroliti le particelle solide si uniscono formando dei “fiocchi” più grandi e pesanti, che sono separati nella chiariflocculazione finale.

Grazie alla chiariflocculazione si ottiene:

● una riduzione ulteriore della torbidità

un abbattimento più efficace del colore e del carico organico residuo

● una riduzione del fosforo residuo

 In sostanza, questa fase rappresenta una barriera finale di sicurezza. Rende il refluo più stabile, più controllabile e conforme ai limiti di legge, soprattutto in impianti industriali dove la qualità dell’acqua in ingresso può variare nel tempo.

La chiariflocculazione non è quindi un passaggio secondario, ma un trattamento di affinamento che completa il comparto ad ozono e garantisce un’acqua finale più sicura e più pulita prima dello scarico nel recettore finale ARICA.

 

ANALISI DELLO SCARICO FINALE: EFFICIENZA E IMPATTO AMBIENTALE

Il quadro che emerge dall’analisi dello scarico di Acque del Chiampo (depuratore di Arzignano) è quello di un'acqua "tecnica" di buona qualità.

I dati relativi allo scarico del depuratore nel collettore evidenziano un'elevata efficienza depurativa e il rispetto dei limiti di legge.

I parametri organici principali mostrano valori ampiamente entro le soglie di sicurezza: a gennaio 2026 il COD si attesta a 73 mg/L (limite 150 mg/L) e i Solidi Sospesi Totali a 11 mg/L (limite 35 mg/L). L'abbattimento dei metalli pesanti è quasi totale: il Cromo totale è pari a 0,302 mg/L (limite <0,7 mg/L).

Il dato relativo al Cromo VI (esavalente) è particolarmente rassicurante: con un valore costante di <0,1 mg/L, lo scarico si mantiene stabilmente alla metà del limite di legge (<0,2 mg/L). In un contesto dove il cromo trivalente è massicciamente impiegato, l'assenza della forma esavalente conferma l'efficacia dei processi di riduzione.

Per quanto riguarda la salinità, i Cloruri (1260 mg/L) e i Solfati (1082 mg/L) restano conformi ai limiti ARICA di 1800 mg/L e 1500 mg/L. Anche il monitoraggio dei PFAS conferma concentrazioni residue molto basse: a gennaio 2026 il PFOA lineare è a 0,036 μg/L e il PFOS lineare a 0,009 μg/L, entrambi ampiamente sotto i limiti.

Un elemento di eccellenza è rappresentato dal saggio di tossicità acuta (Daphnia magna), che a gennaio 2026 ha fatto registrare un valore inferiore al 5%, un miglioramento notevole rispetto alla media del 19% registrata nel 2025 e molto lontano dalla soglia critica del 50%. In conclusione, lo scarico finale del depuratore di Arzignano si conferma un modello efficiente, dove la tecnologia di trattamento trasforma un refluo estremamente complesso in un'immissione ambientale sicura e controllata.

Si allega: Analisi ARICA dello scarico finale del depuratore Acque del Chiampo su ARICA

 Arzignano, 4 marzo 2026 Renzo Marcigaglia Presidente Acque del Chiampo














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