ULTIMA INTERVISTA DI TITTA E DONATA INSIEME COME CITTADINI ATTIVI
Università degli Studi di Padova
Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità
Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche
L’inquinamento da PFAS nel Veneto
Disastro ambientale e cittadinanza attiva
Laureando: GIORGIO PARRELLA
Matricola: 2130547
Ho
intervistato Donata Albiero e suo marito Giovanni Fazio insieme, nella
loro casa di Arzignano. Due persone estremamente affabili ma molto determinate
nell’esprimere le loro convinzioni. Entrambi sono in pensione. Donata è una ex
dirigente scolastica, ha lavorato nella scuola per 42 anni, di cui 31 come
preside.
Dal
2018 è coordinatrice del gruppo educativo Zero PFAS, quando movimenti e
associazioni impegnati nel contrasto all’inquinamento ambientale causato dalla
Miteni hanno deciso di entrare nelle scuole per affrontare questa tematica con
gli studenti.
Giovanni è laureato
in medicina; ha fatto il medico di famiglia per 42 anni.
Entrambi
fanno parte di un’associazione strutturata, CILLSA, acronimo di ‘Cittadini per
il lavoro, la legalità, la salute e l'ambiente’, Giovanni ne è stato il
fondatore.
Pur
conoscendo già la problematica, il loro approccio concreto con il mondo PFAS è
avvenuto al momento della costituzione delle cosiddette ‘zone di osservazione’,
effettuata sulla base delle concentrazioni di PFAS riscontrate. Il loro comune
di residenza, Arzignano, non rientrava in nessuna di queste zone.
Donata ha raccontato così la loro esperienza iniziale:
“Arzignano
risultava, a pochi chilometri da Trissino, assolutamente non compresa in
nessuna di queste zone a rischio. E Arzignano è il centro del distretto
conciario; ora a noi pareva assolutamente assurda questa questione e allora
abbiamo fatto delle analisi private, sì private in un laboratorio.
Ci siamo fatti analizzare e lì abbiamo scoperto di avere il
PFAS; ora abbiamo pensato noi due insieme, se noi che siamo tutto sommato dei
cittadini virtuosi, nel senso che cerchiamo prodotti buoni, abbiamo avuto i
PFAS, cosa era dei nostri concittadini di Arzignano e da lì è iniziata
veramente la battaglia”.
Dal 2018 Donata ha iniziato ad entrare nelle scuole per
parlare dell’inquinamento da PFAS. È tornata nel mondo in cui ha operato per
tanti anni perché, a ragione, ha ritenuto essenziale coinvolgere le nuove
generazioni in questa grave problematica. Una grande opera di divulgazione e di
corretta informazione.
Da allora, con il gruppo educativo Zero PFAS del Veneto, su
mandato del movimento, ha incontrato più di diecimila studenti e più di duemila
fra genitori e docenti:
“Siamo entrati nelle scuole perché ci eravamo resi conto da una parte del silenzio istituzionale, da una parte della disinformazione istituzionale, da una parte della minimalizzazione istituzionale sul problema, ma dall'altra anche che la cittadinanza non sapeva nulla e la cittadinanza era restia ad apprendere.
E allora, siccome eravamo preoccupati perché uno dei target a
maggior rischio sono proprio le nuove generazioni, e lo sono tuttora, abbiamo
detto è bene che noi andiamo nelle scuole per un cambio di paradigma culturale.
Se i ragazzi conoscono e poi prendono consapevolezza del
problema è più facile farli agire e solo agendo possiamo sperare in un futuro
migliore”.
Il gruppo educativo Zero PFAS, coordinato da Donata, lavora
in modo autonomo ma, alla fine di ogni anno, rendiconta quanto fatto, in
maniera trasparente e pubblica, sia alle scuole che al movimento. Allo stesso
tempo, all’inizio dell’anno scolastico, la scelta di proseguire in questo
importante momento educativo/formativo viene condivisa con il gruppo di
movimenti e associazioni.
Donata ha precisato che attualmente sono 16 quelli che
inseriscono il loro ‘logo’ nel pubblicizzare l’iniziativa.
Li ha elencati analiticamente, sono: Rete Zero PFAS Italia,
Cittadini Zero PFAS Di Vicenza, Comitato Zero PFAS Val d’Agno Chiampo, Zero
PFAS di Padova, Pfas.Land, ISDE Nazionale, CILLSA, Libera Veneto, Rete Gas
Vicentina, Acqua Bene Comune Vicenza, Mamme No PFAS, Legambiente Alta Padovana,
Greenpeace Vicenza, Italia Nostra Sezione Medio Basso Vicentino, Cgil Veneto,
Il Mondo di Irene Verona.
Ha poi evidenziato alcuni aspetti interessanti che
caratterizzano questa esperienza:
“Il gruppo è ristretto, il gruppo ristretto è formato
soprattutto da esperti ISDE per la questione salute, esperti del territorio, da
geologi a professori universitari a ex funzionari dell'ARPAV che vanno a
parlare dal punto di vista scientifico.
Cerco di provocare i ragazzi con dei documenti già preparati
in modo che quando noi entriamo nelle scuole siano preparati e possano fare
domande e cerco di far sì che l'esperto non si metta a fare la relazione di due
o tre ore, che non risolve niente, ma si metta in dialogo in metodo
interattivo.
Allora con i ragazzi, con le scuole che decidono non solo di
fare la sensibilizzazione ma di fare un progetto autonomo di cittadinanza
attiva, dopo che ci hanno sentito e si sono confrontati con noi, alla fine
porto allora gli attivisti, alcuni attivisti e faccio il confronto
intergenerazionale. Tu ragazzo, tu scuola, hai fatto questo tipo di percorso di
cittadinanza attiva, adesso ti spiego come io sono entrata nel movimento e che
percorso ho fatto, e quindi è bello, è quel dibattito finale in cui i ragazzi
si sentono forti, ma anche noi cresciamo insieme.
Eravamo partiti soltanto con le scuole secondarie di secondo
grado, però ci siamo resi conto che se ben preparati possono dare soddisfazione
anche i ragazzi di terza media.
Ci avevano chiesto anche le primarie, ma non ce la facciamo,
quindi facciamo proprio le scuole secondarie. Le tre province, Vicenza risponde
tantissimo, Padova risponde tantissimo, un po' meno Verona, facciamo però delle
capatine anche nella provincia di Treviso e siamo stati anche nella provincia
di Venezia”.
Ho chiesto poi a Giovanni qualche ulteriore informazione su
CILLSA:
“CILLSA l'abbiamo creata alla fine del 2012, è una
associazione registrata. Abbiamo cominciato con iniziative per divulgare la
necessità di agire contro il riscaldamento terrestre e poi contro il TAP (Trans
Adriatic Pipeline).
Il mio compito era quello poi di trasferire nella
zona, nell'Ovest Vicentino, la conoscenza di questi fatti, di coinvolgere le
persone, cioè fare in modo che ci fosse attorno a noi una presa di coscienza
generale della popolazione”.
Ma il motivo principale della nascita dell’associazione nel
2012 è legato, secondo Donata, alla volontà di impedire la costruzione
dell'inceneritore ad Arzignano. Così ne ha parlato Giovanni:
“La lotta dell'inceneritore è stata durissima,
considerato che noi siamo una piccola associazione, siamo riusciti in tutti
questi anni a fermare le forti organizzazioni dei conciari. Purtroppo in quel
periodo c'era anche l'amministrazione comunale che remava a favore
dell'inceneritore e quindi la nostra battaglia era estremamente difficile, ma
proprio per questo noi abbiamo raccolto più di duemila firme. L'inceneritore è
legato anche al problema dei PFAS.
Perché come sappiamo, i fanghi sono delle concerie e
contengono ampiamente i PFAS. Comunque fino ad ora non c'è l'inceneritore”.
Da quattro anni viene anche organizzata l'eco festa di
CILLSA; un'occasione di iniziative culturali che Alberto Peruffo ha definito,
secondo Donata azzeccando il termine, una manifestazione di ‘ecologia
militante’. Quest'anno è stato presentato il libro di Alessandro Tasinato ‘Il
funerale dell'esperto ambientale’, un’opera che parla della crisi di questa
società e del ruolo degli attivisti e degli esperti.
Ho poi chiesto a Donata e Giovanni quanto ritenessero fosse
stato importante l'impegno e l'attività delle associazioni, dei movimenti e
degli attivisti per contrastare l'inquinamento da PFAS. Per Donata è stato
essenziale. Ritiene che senza l’intervento dei movimenti non sarebbe stato
fatto nulla. Fondamentale quindi, come ripete spesso ai ragazzi che incontra;
Davide contro Golia per semplificare il discorso.
Prima di finire l’intervista, parlando del comportamento
delle Istituzioni in questa vicenda, è emerso nuovamente il ruolo del Comune di
Arzignano. Giovanni ha sottolineato come, a livello locale, sono stati
raggiunti notevoli successi, anche in contraddizione con quelle che erano le
direttive del Paese che, pur essendo un comune leghista, si comporta con
modalità ecologiste facendo sempre nuovi passi in avanti.

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