ULTIMA INTERVISTA DI TITTA E DONATA INSIEME COME CITTADINI ATTIVI

 

Università degli Studi di Padova

Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità

Corso di Laurea Magistrale in Scienze Storiche

L’inquinamento da PFAS nel Veneto

Disastro ambientale e cittadinanza attiva

  Relatore: Ch.ma Prof.ssa ELISABETTA NOVELLO

Laureando: GIORGIO PARRELLA Matricola: 2130547

 


(OMISSIS)

 2.1.4. CILLSA E IL PROGETTO EDUCATIVO ZERO PFAS

 

Ho intervistato Donata Albiero e suo marito Giovanni Fazio insieme, nella loro casa di Arzignano. Due persone estremamente affabili ma molto determinate nell’esprimere le loro convinzioni. Entrambi sono in pensione. Donata è una ex dirigente scolastica, ha lavorato nella scuola per 42 anni, di cui 31 come preside.

Dal 2018 è coordinatrice del gruppo educativo Zero PFAS, quando movimenti e associazioni impegnati nel contrasto all’inquinamento ambientale causato dalla Miteni hanno deciso di entrare nelle scuole per affrontare questa tematica con gli studenti.

Giovanni è laureato in medicina; ha fatto il medico di famiglia per 42 anni.

Entrambi fanno parte di un’associazione strutturata, CILLSA, acronimo di ‘Cittadini per il lavoro, la legalità, la salute e l'ambiente’, Giovanni ne è stato il fondatore.

Pur conoscendo già la problematica, il loro approccio concreto con il mondo PFAS è avvenuto al momento della costituzione delle cosiddette ‘zone di osservazione’, effettuata sulla base delle concentrazioni di PFAS riscontrate. Il loro comune di residenza, Arzignano, non rientrava in nessuna di queste zone.

Donata ha raccontato così la loro esperienza iniziale: 

“Arzignano risultava, a pochi chilometri da Trissino, assolutamente non compresa in nessuna di queste zone a rischio. E Arzignano è il centro del distretto conciario; ora a noi pareva assolutamente assurda questa questione e allora abbiamo fatto delle analisi private, sì private in un laboratorio.

Ci siamo fatti analizzare e lì abbiamo scoperto di avere il PFAS; ora abbiamo pensato noi due insieme, se noi che siamo tutto sommato dei cittadini virtuosi, nel senso che cerchiamo prodotti buoni, abbiamo avuto i PFAS, cosa era dei nostri concittadini di Arzignano e da lì è iniziata veramente la battaglia”.

Dal 2018 Donata ha iniziato ad entrare nelle scuole per parlare dell’inquinamento da PFAS. È tornata nel mondo in cui ha operato per tanti anni perché, a ragione, ha ritenuto essenziale coinvolgere le nuove generazioni in questa grave problematica. Una grande opera di divulgazione e di corretta informazione.

Da allora, con il gruppo educativo Zero PFAS del Veneto, su mandato del movimento, ha incontrato più di diecimila studenti e più di duemila fra genitori e docenti:

“Siamo entrati nelle scuole perché ci eravamo resi conto da una parte del silenzio istituzionale, da una parte della disinformazione istituzionale, da una parte della minimalizzazione istituzionale sul problema, ma dall'altra anche che la cittadinanza non sapeva nulla e la cittadinanza era restia ad apprendere.

E allora, siccome eravamo preoccupati perché uno dei target a maggior rischio sono proprio le nuove generazioni, e lo sono tuttora, abbiamo detto è bene che noi andiamo nelle scuole per un cambio di paradigma culturale.

Se i ragazzi conoscono e poi prendono consapevolezza del problema è più facile farli agire e solo agendo possiamo sperare in un futuro migliore”.

Il gruppo educativo Zero PFAS, coordinato da Donata, lavora in modo autonomo ma, alla fine di ogni anno, rendiconta quanto fatto, in maniera trasparente e pubblica, sia alle scuole che al movimento. Allo stesso tempo, all’inizio dell’anno scolastico, la scelta di proseguire in questo importante momento educativo/formativo viene condivisa con il gruppo di movimenti e associazioni.

Donata ha precisato che attualmente sono 16 quelli che inseriscono il loro ‘logo’ nel pubblicizzare l’iniziativa.

Li ha elencati analiticamente, sono: Rete Zero PFAS Italia, Cittadini Zero PFAS Di Vicenza, Comitato Zero PFAS Val d’Agno Chiampo, Zero PFAS di Padova, Pfas.Land, ISDE Nazionale, CILLSA, Libera Veneto, Rete Gas Vicentina, Acqua Bene Comune Vicenza, Mamme No PFAS, Legambiente Alta Padovana, Greenpeace Vicenza, Italia Nostra Sezione Medio Basso Vicentino, Cgil Veneto, Il Mondo di Irene Verona.

Ha poi evidenziato alcuni aspetti interessanti che caratterizzano questa esperienza:

“Il gruppo è ristretto, il gruppo ristretto è formato soprattutto da esperti ISDE per la questione salute, esperti del territorio, da geologi a professori universitari a ex funzionari dell'ARPAV che vanno a parlare dal punto di vista scientifico.

Cerco di provocare i ragazzi con dei documenti già preparati in modo che quando noi entriamo nelle scuole siano preparati e possano fare domande e cerco di far sì che l'esperto non si metta a fare la relazione di due o tre ore, che non risolve niente, ma si metta in dialogo in metodo interattivo.

Allora con i ragazzi, con le scuole che decidono non solo di fare la sensibilizzazione ma di fare un progetto autonomo di cittadinanza attiva, dopo che ci hanno sentito e si sono confrontati con noi, alla fine porto allora gli attivisti, alcuni attivisti e faccio il confronto intergenerazionale. Tu ragazzo, tu scuola, hai fatto questo tipo di percorso di cittadinanza attiva, adesso ti spiego come io sono entrata nel movimento e che percorso ho fatto, e quindi è bello, è quel dibattito finale in cui i ragazzi si sentono forti, ma anche noi cresciamo insieme.

Eravamo partiti soltanto con le scuole secondarie di secondo grado, però ci siamo resi conto che se ben preparati possono dare soddisfazione anche i ragazzi di terza media.

Ci avevano chiesto anche le primarie, ma non ce la facciamo, quindi facciamo proprio le scuole secondarie. Le tre province, Vicenza risponde tantissimo, Padova risponde tantissimo, un po' meno Verona, facciamo però delle capatine anche nella provincia di Treviso e siamo stati anche nella provincia di Venezia”.

 Giovanni guarda alla problematica PFAS con molta preoccupazione, anche per il suo trascorso professionale che lo ha visto medico di base operativo sul territorio vicentino:

 “La prima cosa da fare non è tanto pensare all'inquinamento del passato, cioè della Miteni, che è comunque giusto fare, ma non vi accorgete che non fate niente per fermare quello di oggi. Allora la mia preoccupazione è questa, sì d'accordo dobbiamo fare le lotte, le firme, dobbiamo mirare al bando finale eccetera, ma nel frattempo noi abbiamo una responsabilità, dobbiamo salvare la vita e il futuro di quelli che vivono oggi e che oggi mangiano prodotti fortemente contaminati, che vivono in zone fortemente... e allora, proprio perché mi occupo della prevenzione, la prima cosa che noi chiediamo e che sono andato a portare all'ultimo incontro fatto in presenza della Rete Zero PFAS Veneta, la prima cosa che bisogna chiedere è assolutamente il divieto di scaricare reflui contenenti i PFAS nell'ambiente”.

Ho chiesto poi a Giovanni qualche ulteriore informazione su CILLSA:

“CILLSA l'abbiamo creata alla fine del 2012, è una associazione registrata. Abbiamo cominciato con iniziative per divulgare la necessità di agire contro il riscaldamento terrestre e poi contro il TAP (Trans Adriatic Pipeline).

Il mio compito era quello poi di trasferire nella zona, nell'Ovest Vicentino, la conoscenza di questi fatti, di coinvolgere le persone, cioè fare in modo che ci fosse attorno a noi una presa di coscienza generale della popolazione”.

Ma il motivo principale della nascita dell’associazione nel 2012 è legato, secondo Donata, alla volontà di impedire la costruzione dell'inceneritore ad Arzignano. Così ne ha parlato Giovanni:

“La lotta dell'inceneritore è stata durissima, considerato che noi siamo una piccola associazione, siamo riusciti in tutti questi anni a fermare le forti organizzazioni dei conciari. Purtroppo in quel periodo c'era anche l'amministrazione comunale che remava a favore dell'inceneritore e quindi la nostra battaglia era estremamente difficile, ma proprio per questo noi abbiamo raccolto più di duemila firme. L'inceneritore è legato anche al problema dei PFAS.

Perché come sappiamo, i fanghi sono delle concerie e contengono ampiamente i PFAS. Comunque fino ad ora non c'è l'inceneritore”.

 Donata ha poi evidenziato altre attività nelle quali è stata impegnata CILLSA; una campagna di informazione della cittadinanza supportata dall’amministrazione comunale che ha condiviso i problemi ambientali, pur rappresentando una forza politica spesso lontana da questi temi.

Da quattro anni viene anche organizzata l'eco festa di CILLSA; un'occasione di iniziative culturali che Alberto Peruffo ha definito, secondo Donata azzeccando il termine, una manifestazione di ‘ecologia militante’. Quest'anno è stato presentato il libro di Alessandro Tasinato ‘Il funerale dell'esperto ambientale’, un’opera che parla della crisi di questa società e del ruolo degli attivisti e degli esperti.

Ho poi chiesto a Donata e Giovanni quanto ritenessero fosse stato importante l'impegno e l'attività delle associazioni, dei movimenti e degli attivisti per contrastare l'inquinamento da PFAS.                            Per Donata è stato essenziale. Ritiene che senza l’intervento dei movimenti non sarebbe stato fatto nulla. Fondamentale quindi, come ripete spesso ai ragazzi che incontra; Davide contro Golia per semplificare il discorso.

 È intervenuto quindi Giovanni aggiungendo che è successo qualcosa di straordinario: dei semplici cittadini, senza partiti politici né sindacati alle spalle, sono riusciti a fare chiudere una multinazionale potentissima. Nessuno avrebbe potuto immaginarlo.

Prima di finire l’intervista, parlando del comportamento delle Istituzioni in questa vicenda, è emerso nuovamente il ruolo del Comune di Arzignano. Giovanni ha sottolineato come, a livello locale, sono stati raggiunti notevoli successi, anche in contraddizione con quelle che erano le direttive del Paese che, pur essendo un comune leghista, si comporta con modalità ecologiste facendo sempre nuovi passi in avanti.

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 Intervista a Donata Albiero e Giovanni Fazio – 30 settembre 2025

 (omissis)  


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